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Ciao ragazzi, ciao da Andrea Unger. Dato che siete in tanti a chiedermi se il trading possa produrre una rendita mensile stabile, oggi vorrei rispondere a questa domanda alla luce delle mie conoscenze e della mia esperienza personale.

Nota d’aggiornamento:

Voglio chiarire un concetto, viste le molte domande che ho ricevuto a riguardo: ritengo che si possa assolutamente vivere di trading, ma non sarà mai come timbrare il cartellino. Ho voluto sfatare un mito troppo spesso propagandato e che crea false illusioni. Vivere di trading si può, non significa però portare a casa lo stipendio ogni mese, in quanto potranno sempre capitare mesi in perdita.

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Spesso, le persone mi chiedono come sia possibile costruirsi una rendita mensile col trading, che sia aggiuntiva o addirittura sostitutiva, quindi diventare uno stipendio vero e proprio.

Non c’è linearità nelle entrate

Inizio col dire che non reputo molto saggio ragionare in questi termini. Vedendo quello che succede a me e a tanti trader miei colleghi, vi posso assicurare che la stabilità delle entrate nel trading non è sufficientemente lineare per raggiungere questo obiettivo.

Infatti, è normale che ci siano dei mesi in perdita (questo fa parte del trading) perciò la cosa importante è che vi sia un guadagno nel lungo periodo.

Le cose si complicano nel caso di una rendita mensile, specialmente se l’obiettivo è avere una sorta di stipendio. Infatti, se per tre mesi di fila guadagnate uno e poi il quarto mese perdete tre, chiaramente sarete tornati al punto di partenza. Anzi, magari avete anche speso qualcosa, quindi sarete sotto.

Insomma, avere una rendita mensile non lascia spazio a cadute di questo genere. Per questo motivo, l’idea del “trading for income”, o cose analoghe, in realtà è un modo “markettaro” di vendere una cosa che di fatto non è possibile.

È vero che esistono tanti modi che assicurano andamenti abbastanza lineari delle entrate (salite, salite, salite e finalmente vi sentite in cima, vi sentite arrivati), però quei metodi nascondono semplicemente il rischio che di colpo accada proprio questo.

Non è che voglio gufare, però è un dato di fatto. È vero, ci sono fondi internazionali che hanno mostrato equity line regolarmente crescenti.

Purtroppo, però, il metodo adottato per permettere questo tipo di risultati nasconde comunque il rischio che prima o dopo qualcuno bussi alla porta e chieda il tornaconto. E questo è poi quello che succede.

Si tratta di casi estremi? No, sono eventualità che vanno considerate. Nessuna strategia può presentare un andamento completamente lineare. Alcune sono lineari per tanto tempo e poi, all’improvviso, smettono di esserlo, e quando questo accade, fanno tanto male.

Quindi, nonostante magari i guadagni finali ci siano, bisogna valutare come ci si è arrivati e anche come ci si è sentiti a livello psicologico.

Una passione, più che una rendita mensile fissa

I problemi ci sono, quindi bisogna esserne coscienti ed essere pronti ad affrontarli. Partire con l’idea della rendita mensile significa passare attraverso questo andamento, che non è lineare, e rischiare molto.

So di dare una delusione a molti dicendo questo, e so anche che molti colleghi trader, in questo momento, staranno magari ridendo di me.

Probabilmente pensano che io sia una donnicciola spaventata. La realtà è che ho visto davvero casi di questo tipo e so che sono alquanto dolorosi.

Perciò, non vorrei mai che qualcuno venisse a dirmi cose del tipo “Mi hai promesso questo e poi è successo quest altro”. Preferisco mettervi in guardia, perché può davvero succedere.

Il trading deve essere una passione. Può essere un hobby, anche un lavoro, ma bisogna sempre essere consapevoli del fatto che non si tratta di un lavoro come gli altri.

Non è un lavoro dipendente con l’orario fisso dalle 9 alle 17 e lo stipendio regolare. Qualcuno potrebbe dire che in questo momento non c’è lavoro, ma penso che questo significhi solo rigirare il problema dall’altra parte.

Il punto è che il trading non è la soluzione allo stipendio sicuro, e chiunque faccia credere questo è in malafede, a mio avviso.

Il trading è affascinante, è bello, può essere profittevole, può essere fonte di soddisfazione, però non sarà mai fonte di una piena tranquillità economica, tanto meno quella del classico impiegato che porta a casa lo stipendio alla fine del mese.

Per fare trading bisogna rimboccarsi le maniche e studiare. È possibile guadagnare, ma non pensare di avere una rendita mensile costante, perché di fatto è difficilissimo che ci possa essere per un tempo sufficientemente lungo a garantirci la tranquillità.

Ciao ragazzi da Andrea Unger, alla prossima!

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Ciao, sono Andrea Unger, Trader professionista dal 2001 e unico a vincere per ben 4 volte il Campionato del Mondo di Trading con denaro reale. Grazie a questi risultati sono spesso invitato come relatore in convegni in Europa, Stati Uniti e Asia. Sono inoltre autore di diversi libri, tra cui il primo in Italiano sulla Gestione del Rischio nel Trading, tradotto anche in Cinese e Inglese. Metto a disposizione decenni di esperienza, di prove, di vittorie e sconfitte con le quali ho ideato un metodo scientifico, sistematico, replicabile e universale con cui, in soli 4 anni, più di 1.000 trader sono riusciti a rendersi autonomi. Devi sapere infatti che gli studi dimostrano che solo il 25% dei trader guadagna, ma di questi ben il 90% lo fa con il trading sistematico... Come mai allora i formatori insegnano quasi sempre solo il trading discrezionale? Non ti insegno a diventare ricco in poco tempo, ti insegno una professione che, con il duro lavoro, la passione, e sufficienti capitali potrebbe diventare la tua principale fonte di reddito.