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Ciao ragazzi, ciao da Andrea Unger! Future, Forex, CFD o azioni? Quali sono i mercati migliori per fare trading? Quali fattori dobbiamo considerare quando scegliamo?

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In molti si chiedono quali siano i mercati migliori per fare trading. Ci sono trader incalliti sui futures che ignorano o snobbano i CFD, trader puri sull’azionario americano che guardano male tutto il resto e trader sul Forex che pensano che Metatrader sia l’unica piattaforma al mondo e il Forex l’unico mercato. Insomma, ce n’è per tutti i gusti.

Dunque, come si fa a scegliere?

Premetto che, ovviamente, ognuno fa le sue scelte. Io espongo qui soltanto il mio punto di vista.

Se disponete di capitali limitati, vi conviene orientarvi su Forex e CFD. Si tratta di due mercati non regolamentati che presentano sia vantaggi che svantaggi. Il principale vantaggio è che permettono una scalabilità al ribasso fino a livelli veramente bassi. Di conseguenza, troverete sempre il modo di operare (impostando un rischio contenuto in linea con il vostro profilo di rischio) anche senza disporre di capitali ingenti.

Tra gli svantaggi spicca il fatto che, trattandosi di mercati non regolamentati, è possibile incorrere in costi nascosti. A parte spread e commissioni, infatti, ci sono anche lo swap notturno e via dicendo. Insomma, ci sono varie cose da mettere in conto quando ci si approccia a questi mercati.

Di fatto, la scalabilità è possibile anche sull’azionario. Quindi, in teoria si potrebbe lavorare con capitali ridotti anche sull’azionario, utilizzando posizioni ovviamente ridotte. Il problema se si adotta questo tipo di approccio al mercato azionario è che le commissioni difficilmente sono proporzionali al capitale usato per l’operazione. Si tratta infatti di commissioni fisse.

In passato, ricordo rarissimi casi di commissioni proporzionali. Nel momento in cui si apriva la posizione con un capitale ridotto, anche la commissione era minutissima. Tuttavia, non so se questa possibilità esista ancora.

Nel caso delle commissioni fisse, ovviamente quanto più piccola sarà la size della nostra posizione, tanto maggiori saranno l’impatto commissionale e il peso dei costi sull’operatività.

Ne consegue che l’azionario non è sempre la scelta ideale in caso di capitali limitati.

Se invece il capitale che si ha a disposizione per il trading non è ridotto, teoricamente ci si può affacciare a tutti i mercati.

Il trading sull’azionario può in questo caso essere fatto in maniera assolutamente simile a quello che è l’approccio sui derivati, nel senso che si possono costruire delle strategie che seguono logiche di breakout o contro-trend (magari filtrate, intraday, non intraday) in tutto e per tutto simili all’approccio che si può avere sul Crude Oil, sul Gold o sulle valute stesse.

Purtroppo, ci sono anche degli svantaggi. Nel 2007, tanto tempo fa, mi dedicavo proprio a questo tipo di trading, e facevo inoltre trading basato su pattern daily costruiti che mi davano indicazioni su cosa fare il giorno dopo. Avevo un’ottima infrastruttura con un radar screen che mi diceva quali azioni comprare, quali vendere in asta di apertura e poi chiudere la posizione in asta di chiusura.

Il motivo per cui l’ho abbandonato è che, oltre all’onere di dover seguire tutto questo, trovavo un limite nella diversificazione. Infatti, ero comunque limitato al mercato azionario, per quanto i vari titoli potessero essere magari non correlati tra loro o settorialmente opposti.

Come recita un famoso detto, quando c’è l’alta marea tutte le navi si alzano. Lo stesso vale per il mercato. Quando il mercato generale si muove in una certa direzione, pur non essendo una regola fissa, bene o male tutti i titoli tenderanno a muoversi nella stessa direzione.

Esporsi su più titoli azionari con approcci e logiche simili comporta quindi il rischio di sovraesporsi, creando un rischio eccessivo nel portafoglio che si va a creare.

È per questo motivo che io preferisco dedicarmi ai future. In questo caso, è possibile tradare mercati realmente diversi, spaziando dalle granaglie agli indici azionari, dalle valute ai metalli, e chi più ne ha più ne metta. Per quanto ci siano correlazioni inverse o dirette su alcuni di questi future, rimane comunque il fatto che ho a disposizione un mondo di per sé vario, e che quindi posso crearmi un portafoglio abbastanza diversificato.

Ovviamente questa non è la soluzione a tutti i mali. Lo dico chiaramente: i future non risolvono tutti i problemi. Tuttavia, essi permettono di avere un portafoglio molto diversificato, e questo mi fa sentire più tranquillo.

Ho dimenticato di dire che, a mio avviso, il trading ideale sull’azionario è quello di allocazione dei capitali, ovvero di investimento, e di ricerca di un modello che ci dica come investire per battere il benchmark. Questo è chiaramente un capitolo a parte rispetto a quanto stiamo discutendo in questo post, quindi ne parlerò magari in un’altra occasione. Se siete interessati, scrivetelo nei commenti e sarò ben lieto di rispondervi e affrontare l’argomento.

Ricapitolando, se avete a disposizione un capitale limitato, potete optare per Forex, CFD e azionario (quest’ultimo solo in caso di commissione permillare, ossia non fissa, che però è piuttosto rara; anzi, se sapete qualcosa scrivetelo nei commenti a beneficio di tutti). Se i capitali non sono un problema, potete optare per l’azionario o per i future, che permettono una maggiore diversificazione rispetto all’azionario. La scelta dipende dalle preferenze e dalla sensazione di padronanza dello strumento di ciascuno.

Spero di avervi fornito un quadro sommario ma abbastanza esaustivo dei mercati migliori per fare trading, aiutandovi nella scelta. Se avete dubbi scriveteli nei commenti. In futuro affronterò altri argomenti simili e magari risponderò anche alle vostre domande specifiche.

Ciao ragazzi da Andrea Unger!

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Ciao, sono Andrea Unger, Trader professionista dal 2001 e unico a vincere per ben 4 volte il Campionato del Mondo di Trading con denaro reale. Grazie a questi risultati sono spesso invitato come relatore in convegni in Europa, Stati Uniti e Asia. Sono inoltre autore di diversi libri, tra cui il primo in Italiano sulla Gestione del Rischio nel Trading, tradotto anche in Cinese e Inglese. Metto a disposizione decenni di esperienza, di prove, di vittorie e sconfitte con le quali ho ideato un metodo scientifico, sistematico, replicabile e universale con cui, in soli 4 anni, più di 1.000 trader sono riusciti a rendersi autonomi. Devi sapere infatti che gli studi dimostrano che solo il 25% dei trader guadagna, ma di questi ben il 90% lo fa con il trading sistematico... Come mai allora i formatori insegnano quasi sempre solo il trading discrezionale? Non ti insegno a diventare ricco in poco tempo, ti insegno una professione che, con il duro lavoro, la passione, e sufficienti capitali potrebbe diventare la tua principale fonte di reddito.