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Quale timeframe è meglio usare per lo sviluppo dei nostri trading system: weekly, daily o intraday?

Sono sicuro che almeno una volta nella vita ogni trader sistematico si è fatto questa domanda.
Vediamo insieme quali sono i punti di forza e i limiti di ognuno di essi.

Ascolta “Quale time frame usare?” su Spreaker.


Ciao ragazzi.

Di cosa parliamo oggi?

Parliamo di quale timeframe usare per lo sviluppo dei nostri trading system; daily, intraday, weekly?

È forse una domanda banale, ma sono sicuro che almeno una volta nella vita ogni trader se l’è fatta.

Bene io sono Francesco Placci, mi occupo della ricerca e dello sviluppo di strategie sistematiche per la Unger Academy.

Badate bene, ho detto sistematiche, perché quello che noi facciamo è insegnare ai trader un metodo per essere profittevoli sui mercati senza passare ore e ore davanti ad un monitor.

Ma veniamo subito all’argomento di oggi: quale timeframe è meglio usare per lo sviluppo di un trading system?

Intraday, daily oppure weekly?

E quali sono le differenze che derivano dall’utilizzo di questi diversi timeframe?

Time frame weekly: per quali tipi di sistema?

Bene, cercheremo di rispondere a tutte queste domande nel video di oggi.

Fatemi dire però prima una cosa in merito al timeframe weekly.

È generalmente troppo lento per l’approccio sistematico, almeno per il nostro tipo di approccio.

Ovviamente ci sono eccezioni, per esempio possiamo parlare di sistemi seasonal, che lavorano con logiche di trend following di lungo periodo, quindi che sfruttano ad esempio le stagionalità delle commodity, oppure i sistemi di asset allocation, che tipicamente restano in posizione per parecchio tempo.

Quindi sistemi più tradizionali di gestione del portafoglio, oppure talvolta anche sistemi sui mercati azionari che si basano sul momentum per esempio.

Quindi, momentum di lungo periodo, la forza relativa, per esempio a 6 mesi o ad un anno, sono modelli che vengono utilizzati e che possono tranquillamente usare dati weekly.

Un altro utilizzo che si può fare del timeframe weekly è per esempio come data 2, quindi come serie storica aggiuntiva a quella principale che ci consente di filtrare, per esempio, alcune operazioni, oppure avere un panorama di quello che accade su un timeframe superiore.

Detto questo, concentriamoci sulle principali differenze che esistono tra il timeframe intraday e il timeframe daily.

Concentriamoci sull’intraday e il daily

La prima cosa che balza all’occhio, lavorando in intraday, è un maggiore rumore di fondo, nel senso che è più complicato e più difficile trovare delle pure inefficienze andando a ragionare per esempio sui dati a barre di 1 minuto, 2 minuti o 5 minuti.

Per questo motivo infatti, spesso quando si lavora in intraday, si fa riferimento ad un timeframe superiore, tipicamente il daily, che viene utilizzato per la individuazione dei punti sensibili del mercato, come per esempio massimi, minimi, aperture, chiusure, il calcolo della volatilità per esempio, che viene fatto solitamente sul timeframe daily, oppure medie mobili.

Anche in questo caso spesso si tende a utilizzare un timeframe superiore.

Perché?

Perché è un timeframe più pulito, quindi c’è meno rumore di fondo, ed è più facile individuare i punti sensibili del mercato.

Per quanto riguarda invece l’aspetto della codifica di un sistema, di un trading system, è più complicato, almeno generalmente, codificare in intra day.

Perché?

Perché facendo riferimento spesso ad un timeframe superiore, occorre inserire un data 2 o, in alcuni casi, gestire dei dati tramite array, che sono dei costrutti un pochino più complicati rispetto alle semplici variabili.

Quindi da un lato c’è una maggiore difficoltà nella programmazione, mentre invece utilizzando il timeframe daily, è molto più semplice e veloce la codifica.

Per questo motivo, possiamo dire che è un pochino più adatto per avere una veloce visione del mercato.

Quindi verificare al volo la presenza di eventuali edge oppure studiare.

Quindi approfondire le dinamiche di un determinato mercato rispetto al timeframe daily che invece ci impone una maggiore complessità.

Il retro della medaglia è che, lavorando in intraday, si ha la possibilità di avere dei backtest più precisi rispetto ai backtest fatti con timeframe più lunghi.

Quindi sono backtest più affidabili.

Perché?

Perché spesso utilizzando il timeframe, per esempio daily, ci sono delle imprecisioni che dipendono, generalmente, dal fatto che la piattaforma non è in grado di capire se, per esempio, è stato preso prima uno stop loss o un take profit, perché non sa come si sono mossi i prezzi all’interno della singola barra daily.

Per questo motivo è possibile, ad esempio, utilizzare una caratteristica che mette a disposizione Multicharts, che è il Bar Magnifier, che consente appunto, di forzare il controllo, qualora si disponga anche dei dati intraday, in maniera tale che la piattaforma va anche a verificare come si sono mossi i prezzi all’interno della singola barra.

Questo generalmente consente di aumentare notevolmente la precisione, anche lavorando su barre daily.

Questo è un aspetto importante, perché è un errore abbastanza comune tra i trader neofiti, quindi spesso è difficile rendersi conto dell’affidabilità di un backtest.

Un esempio pratico

Vi faccio un esempio: prendiamo un banale trading system che lavora sul Crude Oil alla rottura dei massimi e dei minimi a 5 giorni e che chiude le posizioni a fine giornata, oppure in profit target o stop loss.

Andiamo a vedere i risultati di questo sistema.

Sembra ovviamente meraviglioso, ma lavorando su barre daily vi dicevo che spesso i backtest non sono affidabili se non sappiamo l’entità dello stop loss da utilizzare per un determinato strumento.

Stesso discorso per il profit target o per il trailing profit.

Ecco, quindi andiamo a questo punto ad attivare il Bar Magnifier e vediamo come cambiano i risultati se forziamo Multicharts e gli facciamo fare il controllo su ogni singola barra per capire come si sono mossi i prezzi all’interno di ciascuna barra e quindi capire se è entrato prima uno stop loss o il take profit.

Andiamo a vedere la nostra equity.

Ecco vediamo sicuramente qualcosa di estremamente diverso.

Quindi sono aspetti importanti che vanno considerati quando si lavora su un timeframe di più lungo periodo e non si conosce l’entità dello stop loss o del take profit, caratteristica di un determinato mercato.

Un altro tipo di errore abbastanza frequente che si può fare utilizzando un timeframe daily, è riferito alla close della barra.

Prezzo battuto o di settlement?

Quindi si tratta dell’ultimo prezzo battuto dal mercato o si tratta del prezzo di settlement?

Perché quando noi lavoriamo con i trading system, abbiamo bisogno di sapere effettivamente i prezzi che ha battuto il mercato.

Mentre invece quando si lavora con barre daily, alcuni fornitori di dati ci danno il prezzo di settlement, che è un prezzo puramente teorico, che non è stato mai battuto dal mercato.

Quindi, se ci basiamo su questo prezzo per costruire i nostri trading system, ovviamente, anche in questo caso, abbiamo dei risultati che non sono affatto affidabili.

Detto questo però, quando si lavora su un timeframe daily, è molto veloce l’esecuzione del codice e ogni eventuale processo di ottimizzazione, perché abbiamo meno dati in gioco e quindi la piattaforma è più leggera nell’effettuazione di tutti i calcoli.

Quindi ovviamente, quando lavoriamo in intraday c’è una maggiore lentezza e richiede maggior tempo per l’elaborazione di tutti i dati, soprattutto nelle fasi di ottimizzazione.

Tuttavia, lavorando in intraday, abbiamo la possibilità di testare delle condizioni che non sarebbe possibile verificare lavorando su un timeframe più lungo, più di lungo periodo.

Per esempio, mi riferisco ai bias intraday, quindi alle tendenze dei prezzi a muoversi, diciamo, in determinate maniere, con riferimento ad esempio, a determinate finestre temporali.

Possiamo anche, allo stesso modo, verificare ingressi e uscite multiple o utilizzare delle custom session, il che è molto difficile lavorando su un timeframe daily, anzi direi che proprio, è impossibile.

Non è consentito per esempio, verificare ingressi in determinate fasce orarie o gestire ingressi multipli all’interno della stessa giornata.

Quindi in questo caso, il timeframe intraday, ci dà un grosso vantaggio.

Non è un aspetto da poco, perché anche la ricerca di determinati pattern non è possibile se lavoriamo su un timeframe daily.

Detto questo, possiamo dire che generalmente, i sistemi che utilizzano il timeframe daily, sono sistemi di swing trading, che quindi stanno in posizione più di un giorno e lavorano principalmente per esempio su future e azioni, mentre per quanto riguarda il timeframe intraday, è più utilizzato sui future, proprio perché ha un grosso effetto leva e quindi è preferibile rimanere in posizione il minor tempo possibile.

Per questo motivo è quindi un timeframe adatto anche a trader poco capitalizzati, perché gli consente di stare in posizione anche per poco tempo.

Stare in posizione per poco tempo significa avere anche dei drawdown più piccoli, perché al crescere del timeframe sappiamo che cresce generalmente l’average trade, quindi si sviluppano sistemi con maggiori profitti per singolo trade, ma allo stesso tempo cresce anche il drawdown.

Questo rende questo tipo di sistemi, quindi quelli che rimangono un pochino più in posizione, meno adatti a trader che sono poco capitalizzati.

Quindi il timeframe daily, possiamo dire che è più adatto a trader che dispongono di buoni capitali.

In conclusione

Viste queste differenze, quali conclusioni possiamo quindi trarre?

Personalmente ritengo che nel caso non si abbia una conoscenza del mercato su cui si vuole sviluppare un trading system, può essere molto utile partire dal timeframe daily per farsi un’idea del comportamento del mercato o per testare una logica di trading, diciamo così, al volo.

Occorre però poi lavorare di fino.

Quindi una volta individuato qualcosa di interessante, occorre passare al timeframe intraday, per accertarsi della veridicità del backtest e al tempo stesso verificare tutte quelle condizioni che abbiamo visto, non sono possibili da verificare utilizzando un timeframe daily.

Soprattutto se non si lavora in un’ottica di swing trading e si ha intenzione di mantenere le posizioni aperte il minor tempo possibile.

Spero che questa presentazione abbia chiarito qualche dubbio e se hai qualcosa da chiedere o qualche commento da fare, non esitare e lascia pure un messaggio.

Ti risponderemo in breve tempo.

Quindi vi ringrazio per l’attenzione e vi do appuntamento alla prossima.

Ciao a tutti da Francesco Placci.

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Ciao sono Francesco Placci, trader professionista dal 2005 grazie all'approccio sistematico ai mercati. Le mie competenze spaziano dal trading sui future su indici ai bond, dalle azioni alle commodity, con un focus particolare sulla volatilità e sulle opzioni, che ritengo essere tra gli strumenti più versatili e affascinanti a disposizione di noi trader. Dopo un'esperienza presso primari istituti di credito italiani, in cui ho appreso le basi della finanza istituzionale, ho intrapreso con successo e soddisfazione personale la carriera di trader indipendente. Fondatore di Algoritmica.pro, dal 2019 entro a far parte di Unger Academy come responsabile della ricerca e sviluppo.