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Ciao ragazzi, ciao da Andrea Unger! In questo post cercheremo di capire come mai la maggior parte dei trader perde soldi.

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Ascolta “Perché si perde col trading” su Spreaker.


Vorrei iniziare col dire che le statistiche che vengono riportate, secondo cui solo il 5% dei trader guadagna, non sono del tutto veritiere. Infatti, se andiamo a vedere i report dei broker, troveremo percentuali più benevole. Non si parla più del 5%, ma magari del 10% o anche del 15% di persone che guadagnano.

Naturalmente, sono sempre pochissimi, e questo è un dato preoccupante, specialmente per tutti coloro che desiderano affacciarsi a questo mondo.

Fare soldi col trading non è semplice

Il motivo principale per il quale la maggior parte dei trader perde soldi è che sono convinti che fare trading sia semplice.

Purtroppo, esistono numerosi insegnanti, mentori, guru, chiamateli come volete, che vi dicono che il trading è semplice perché vogliono insegnarvi il loro “semplice” metodo. Vi fanno pensare che basti una settimana, se non un giorno, di studio del loro trucchetto per ottenere il successo sperato, e così si finisce per affrontare il mercato da sprovveduti.

La realtà è che il trading non è affatto semplice. I mercati sono in continua evoluzione, vanno vissuti, e quindi tutto quello che si può insegnare è un metodo per vivere nei mercati, un metodo per costruire i trading system (tanto per citare un esempio a me caro) in modo da essere pronti a capire come intervenire quando qualcosa inizia a mutare.

Ho dedicato molti video a come cambiano i mercati, per cui oggi non mi dilungherò su questo.

I mercati non sono il paese dei balocchi

Molte persone vedono i mercati come un posto dove recuperare i soldi per le spese quotidiane, e magari anche di più.

A volte mossi dall’avidità e da messaggi fuorvianti sulla semplicità di guadagnare soldi sui mercati, si buttano a capofitto senza una conoscenza neanche lontanamente sufficiente e si ritrovano poi in balia degli eventi.

A questo punto è normale che perdano soldi, perché già è difficilissimo capire cosa fare a bocce ferme, figuriamoci quando ci si ritrova in una posizione in perdita e presi dal panico non si sa più cosa fare.

Lasciamo perdere gli imbrogli, perché ci sono gli imbrogli belli e buoni di chi vuole sfilare i soldi, broker disonesti e via dicendo, ma proprio affrontare il mercato senza una conoscenza adeguata è pericolosissimo.

Sottovalutare la propria capacità di sopportazione è un altro atteggiamento pericolosissimo e molto comune (mi ci metto io per primo).

Si pensa sempre di avere un livello di sopportazione del dolore del drawdown molto maggiore di quello che poi si verifica all’atto pratico.

Ve lo assicuro, se pensate di resistere tranquillamente con un 10% di drawdown, vedrete che già col 5% vi verrà il mal di pancia.

Servono impegno e pazienza

Il più delle volte, in troppi vengono attirati dal miraggio del guadagno e si buttano subito verso la parte più operativa. Così facendo, trascurano tutto quel set di regole che sarebbe opportuno imparare, tutta quella conoscenza di base.

È un po’ come uno che vuole correre i 100 metri e non fare neanche un po’ di riscaldamento… magari ha anche 50 anni… per me al trentesimo metro gli viene uno strappo o qualcosa del genere.

Un amico trader, Michael Cook, ha fatto un esempio molto azzeccato a mio avviso. Secondo lui, il trading è un po’ come le diete.

Tutti sanno quello che si dovrebbe fare, ma poi nessuno lo fa e poi i risultati ahimè, mi ci metto per primo, si vedono (per la parte dieta, per il trading per fortuna va un po’ meglio!)

Però il discorso è proprio che non c’è la volontà, la reale volontà, il commitment, come dicono gli inglesi, nel mettersi sotto a studiare seriamente.

La fretta di far soldi è cattiva consigliera

Molte persone vogliono andare al sodo perché hanno fretta di arrivare ad un risultato e il risultato, purtroppo, così facendo in genere è negativo.

Spesso, inoltre, ci si fida di un track record troppo breve. C’è chi si butta, guadagna per due mesi e si crede il nuovo lupo di Wall Street.

Poi si accorge, vedendo i risultati, che c’è anche il cacciatore di Cappuccetto Rosso, che al lupo faceva fare una brutta fine… e questo cacciatore è il mercato.

La gente tende a fidarsi dei luoghi comuni che ci sono nel mercato e di quelle frasi fatte che girano, che certo hanno un fondo di verità, ma vanno anche interpretate!

“Taglia le perdite”, “Fai correre i profitti”, “Trend is your friend”, “Vendi e pentiti”… insomma, tutte frasi che poi ognuno rigira a proprio comodo per giustificare quello che sta facendo e il probabile insuccesso al quale sta andando incontro.

Lo studio, innanzitutto

Ragazzi, per affrontare i mercati bisogna studiare seriamente, non si può improvvisare.

Nessuno andrebbe a fare un’operazione a cuore aperto se non dopo tutto il percorso di studi di medicina che è necessario per potersi dedicare a quella professione.

Nel trading è la stessa identica cosa. Il chirurgo improvvisato farebbe dei danni non da poco al paziente, mentre il trader improvvisato causa danni a sé stesso, che talvolta non sono meno dolorosi.

Quindi lo studio per comprendere il trading è necessario. Non dico che studiando guadagnerete, perché c’è anche chi, ahimè, non è proprio portato psicologicamente, e lì alla fine sì, si può migliorare, ma è meglio lasciar perdere.

Io lo dico sempre, se non vi sentite portati per il trading, se vi rendete conto che il trading non fa al caso vostro, lasciate perdere! Non ve lo ordina il dottore!

Il trading non è la via. Può essere un hobby, una professione, ma nessuno ci impone di farlo e, soprattutto, non è e non sarà mai la soluzione ai nostri problemi.

Sarebbe solo un problema aggiuntivo, quindi comprendere il trading e comprendere se stessi, capendo se si è idonei o meno a svolgere questa attività.

Questa seconda parte è più complicata perché ne va un po’ del nostro ego, ovviamente. Troviamo sempre difficile ammettere di non essere portati a fare una cosa alla quale magari teniamo, o che pensiamo possa essere interessante. Tuttavia, dobbiamo essere onesti con noi stessi per evitare problemi maggiori.

Ripeto, non andrete nella cerchia ristretta dei trader profittevoli seguendo questo percorso, però se non lo seguite sicuramente finirete in quelli perdenti. E questo è garantito, secondo me.

Per cui non sono forse buone notizie, perché bisogna lavorare sodo, altrimenti non si va da nessuna parte.

Ciao ragazzi, ciao da Andrea Unger.

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Ciao, sono Andrea Unger, Trader professionista dal 2001 e unico a vincere per ben 4 volte il Campionato del Mondo di Trading con denaro reale. Grazie a questi risultati sono spesso invitato come relatore in convegni in Europa, Stati Uniti e Asia. Sono inoltre autore di diversi libri, tra cui il primo in Italiano sulla Gestione del Rischio nel Trading, tradotto anche in Cinese e Inglese. Metto a disposizione decenni di esperienza, di prove, di vittorie e sconfitte con le quali ho ideato un metodo scientifico, sistematico, replicabile e universale con cui, in soli 4 anni, più di 1.000 trader sono riusciti a rendersi autonomi. Devi sapere infatti che gli studi dimostrano che solo il 25% dei trader guadagna, ma di questi ben il 90% lo fa con il trading sistematico... Come mai allora i formatori insegnano quasi sempre solo il trading discrezionale? Non ti insegno a diventare ricco in poco tempo, ti insegno una professione che, con il duro lavoro, la passione, e sufficienti capitali potrebbe diventare la tua principale fonte di reddito.