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Ciao ragazzi, ciao da Andrea Unger! Oggi parliamo del mercato dei futures azionari e degli indici, soffermandoci in particolare su quelli più interessanti per chi si occupa di trading sistematico.

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Il mercato dei futures azionari comprende numerosi strumenti. Poiché non tutti permettono uno sviluppo pulito di trading system, di seguito mi soffermerò soltanto su quelli che meglio si adattano all’approccio sistematico.

Iniziamo con il FTSE MIB (precedentemente noto come FIB). Si tratta di un ottimo mercato: è abbastanza dinamico e permette una certa operatività. Negli ultimi anni la volatilità di questo future si è ridotta molto, quindi è diventato più difficile ottenere le performance che mostrava negli anni più turbolenti.

Ciononostante, rimane interessante ed è sicuramente tradabile con diversi tipi di sistemi, anche se a mio parere quelli che funzionano meglio sono i trend following intraday.

Per quanto riguarda gli stop, sul FTSE MIB consiglio uno stop di 200-300 punti, quindi intorno ai 1.500€.

Abbiamo poi il fratellino minore, ossia il Mini FIB. Ovviamente è meno liquido del FTSE MIB, ma può essere tranquillamente utilizzato da chi dispone di un capitale minore e preferisce un approccio più conservativo.

Il mercato europeo DAX, anch’esso sicuramente interessante, può avere come codice FDAX o GX a seconda del broker o della codifica del software. È molto liquido e si presta bene a tanti tipi di sviluppi. A proposito di questo mercato, ci tengo a sottolineare che, negli ultimi anni, è diventato un po’ più ostico.

Mentre prima rispondeva molto bene a vari approcci (bastava cucirci sopra un qualsiasi modello e, bene o male, questo modello produceva profitti), adesso è diventato un po’ più arrancante. Di conseguenza, non risponde più tanto bene a qualunque tipo di approccio e va maneggiato con cura. Inoltre, poiché si tratta di un mercato molto pesante, è bene prestare particolare attenzione.

Per quanto riguarda gli stop, consiglio di lavorare sul DAX con stop che vanno dai 50 ai 100 punti intraday, e 100 o più punti overnight. Come vedete, si tratta di stop loss importanti, che superano i 1.250€ e sono nell’ordine dei 2.500€. Queste caratteristiche vanno considerate a seconda della capitalizzazione che si dedica allo strumento.

Come il Mini FIB, anche il tedesco DAX ha un fratello minore, il Mini DAX. Anch’esso è quotato sull’Eurex e pesa un quinto rispetto al fratellone.

Il Mini DAX si muove piuttosto bene. Rispetto al DAX, che si muove di mezzo punto alla volta, bisogna tenere a mente che il Mini DAX si muove di un punto pieno. Dato che sviluppare direttamente sul Mini DAX potrebbe rivelarsi un po’ complicato, conviene magari sviluppare le strategie sul DAX e poi applicarle al Mini DAX.

Sviluppare sul Mini DAX presenta un ulteriore ostacolo. Infatti, poiché si tratta di un mercato abbastanza giovane (è nato nel 2015), lo storico dati non è sufficiente per elaborare dei modelli che siano effettivamente confortevoli.

Nell’Eurex troviamo anche l’Eurostoxx, che però non tratterò in questa sede, in quanto è più complicato sviluppare dei sistemi su questo mercato. Per questa ragione, non me la sento di consigliarlo a chi si occupa di trading system, in quanto a mio avviso è troppo ostico per essere efficace. È probabile che il rapporto tra valore dello strumento e tick minimo sia a sfavore del tipo di strumento (per quanto riguarda la dinamicità dello strumento). Parlo, ovviamente, di sistemi di breve o medio termine, mentre per quanto concerne i sistemi long-term trend-following il discorso è molto diverso (anche se, a mio avviso, esula dall’argomento di questo post).

Spostandoci oltreoceano, abbiamo l’e-Mini S&P 500, il cui codice è ES. In generale, possiamo dire che l’e-Mini S&P 500 è il mercato elettronico più liquido del mondo. È nato nel ‘98, e da allora in poi le caratteristiche dell’S&P 500 (il mercato alle grida) sono cambiate profondamente, in quanto tutto si è spostato sull’e-Mini S&P 500, che è diventato efficientissimo.

È molto difficile trovare modelli trend-following che funzionino bene su questo mercato nel breve e medio termine. Invece, è molto meglio sviluppare sistemi mean-reverting (quindi counter-trend), in quanto effettivamente più semplici da gestire.

Su questo mercato sono inoltre più efficaci i sistemi controtrend long rispetto a quelli short. Anche negli anni caratterizzati da pesanti discese, come 2002 e 2008, i sistemi controtrend long hanno infatti continuato a performare, mentre era invece molto difficile trovare modelli di ingresso per gli short decenti. Questo perché gli short sono sempre stati molto nervosi su questo mercato, e quindi difficili da gestire con un approccio ordinato come quello sistematico.

Tra gli strumenti mini abbiamo anche il Mini Nasdaq (NQ), che però sconsiglio per l’operatività sistematica. Infatti, è molto difficile trovare dei buoni trading system su questo mercato. Ovviamente, se volete dedicarvi e trovate qualcosa di buono sono contento per voi, ma nella mia esperienza personale ho sempre faticato un po’. Non l’ho inserito nel mio paniere e i miei studenti e colleghi che si sono cimentati si sono sempre espressi in maniera abbastanza negativa sulla risposta agli input dei trading system sul Mini Nasdaq.

Questi sono dunque gli indici principali. Naturalmente ce ne sono molti altri, come il Mini Russell (TF), che però richiede di spostarsi sul mercato ICE, che chiede una tariffa particolarmente onerosa per la fornitura dei dati (onerosa anche rispetto a quella pagata per Globex, DAX e via dicendo). Per questa ragione, ritengo non convenga operare sul Mini Russell, pur trattandosi di un mercato che risponde abbastanza bene al trend following.

Esiste poi l’e-Mini Dow, mercato elettronico che potremmo considerare il cugino dell’e-Mini S&P 500. Essendo molto simile, penso però che non abbia molto senso soffermarvisi in questa sede.

A livello mondiale, vale la pena prendere in considerazione l’indice australiano e il Nikkei, dato che entrambi si muovono sicuramente bene. Ad ogni modo, ritengo che sia possibile ottenere una buona copertura degli indici azionari limitandosi al DAX, all’e-Mini S&P 500 e al nostro FIB.

Come consiglio sempre, ai fini della diversificazione è meglio concentrarsi su DAX ed e-Mini S&P 500, che hanno caratteristiche diverse tra loro (il primo è più violento e trend, il secondo è più adatto ad approcci contro-trend), invece di lavorare su una ventina di indici diversi. Inoltre, una buona diversificazione è anche orizzontale, ossia coinvolge altri settori.

Per quanto riguarda il mercato dei futures azionari e degli indici direi che è tutto. Nel nostro blog trovate tanti altri post dedicati ai vari mercati, non perdeteveli!

Alla prossima, ciao da Andrea Unger!

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Ciao, sono Andrea Unger, Trader professionista dal 2001 e unico a vincere per ben 4 volte il Campionato del Mondo di Trading con denaro reale. Grazie a questi risultati sono spesso invitato come relatore in convegni in Europa, Stati Uniti e Asia. Sono inoltre autore di diversi libri, tra cui il primo in Italiano sulla Gestione del Rischio nel Trading, tradotto anche in Cinese e Inglese. Metto a disposizione decenni di esperienza, di prove, di vittorie e sconfitte con le quali ho ideato un metodo scientifico, sistematico, replicabile e universale con cui, in soli 4 anni, più di 1.000 trader sono riusciti a rendersi autonomi. Devi sapere infatti che gli studi dimostrano che solo il 25% dei trader guadagna, ma di questi ben il 90% lo fa con il trading sistematico... Come mai allora i formatori insegnano quasi sempre solo il trading discrezionale? Non ti insegno a diventare ricco in poco tempo, ti insegno una professione che, con il duro lavoro, la passione, e sufficienti capitali potrebbe diventare la tua principale fonte di reddito.