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Ciao ragazzi, ciao da Andrea Unger! Questo tema viene sollevato spesso, sia in relazione alla paura di perdere soldi, sia nelle notizie che si leggono. Ma il trading è pericoloso sempre, oppure ci sono dei modi per limitare i rischi?

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Il trading si presenta indubbiamente come una materia pericolosa. Basti pensare a quei casi tristissimi di persone che si tolgono la vita per degli investimenti o speculazioni sbagliate.

Il problema di fondo è che molte persone fanno trading senza una conoscenza sufficiente non solo del controllo del rischio, che è un fattore chiave nel trading, ma anche degli strumenti che vanno ad utilizzare.

Inoltre, sono davvero in molti ad avventurarsi senza un piano ben preciso. Infatti, tanti cominciano a fare trading senza essersi preparati uno schema di cosa fare a seconda che si presentino diverse eventualità. Al contrario, un trader dovrebbe essere come un programmatore che, utilizzando il comando “if… then… else”, configura cosa far fare alla macchina a seconda che succeda una cosa piuttosto che un’altra.

Mai andare allo sbaraglio nel trading

Tra l’altro, molti trader non considerano la possibilità di errore nell’ipotesi operativa. Non si tratta quindi di errori intesi come sbagli, ma di eventi negativi, per esempio quando si compra perché si pensa che salga e se scende si rimane ad aspettare.

Il trading è pericoloso e anche molto, specialmente se non si conoscono abbastanza bene i meccanismi che regolano il mercato, sia a livello tecnico – gli strumenti – sia a livello interno – i movimenti di mercato.

Se non si possiedono le conoscenze necessarie si va allo sbaraglio, magari utilizzando un’operatività molto in voga o basandosi su tecniche viste in qualche film dove il super squalo di turno racconta questioni fantasmagoriche sul perché un certo titolo salirà.

Poi, applicando questi stessi metodi, il trader valuta che un titolo salirà, lo compra e aspetta. Magari gli va anche bene, ed è proprio questo il problema maggiore, perché a quel punto si convince di essere bravissimo e finisce col combinare qualche disastro le volte successive.

Per fare trading bisogna innanzitutto studiare e imparare quello che si va a fare. Nessuno guida la macchina senza fare la patente. Magari qualcuno lo fa anche, però deve essere consapevole dei pericoli che corre.

Guidare la macchina è pericoloso? Sì e no. Suppongo che nessuno di voi lo consideri pericoloso, perché magari lo fate tutti i giorni, ma siete consapevoli che se siete ubriachi, correte troppo, andate in zone dove ci sono situazioni di allagamento, ecc., ci sono dei pericoli oggettivi. Lo stesso vale per il trading.

Il trading è pericoloso anche per gli esperti?

Se mi avventuro in un terreno pericoloso o se esagero o non sono lucido, insomma se non so quello che faccio, corro dei rischi. Se invece mi preparo a dovere e faccio un piano, i pericoli si riducono, anche se ovviamente non si eliminano.

Diventare esperti è di cruciale importanza, anche se neppure l’esperto è al sicuro dai rischi, e anzi corre quel rischio che spesso fanno gli esperti nei vari settori. A volte si leggono notizie incredibili di esperti in pratiche magari giudicate pericolose, che per una svista o per aver sottovalutato qualcosa che non giudicavano significativo per via della loro esperienza hanno poi avuto dei problemi grossi. Stessa cosa nel trading.

Alle volte, parlo per esperienza personale, si tende a sottovalutare l’evento catastrofico che potrebbe accadere. Molte persone tendono infatti a sottovalutare quel qualcosa che potrebbe mandarle a gambe all’aria nel singolo trade o addirittura, spero di no, nel conto generale in tutta la propria avventura nel trading.

L’esperienza a volte gioca questi brutti scherzi e porta a sentirsi più bravi, un po’ come chi guida parlando al telefonino, che pensa che solo perché sa guidare bene può parlare al telefonino senza distrarsi, anche se in realtà si tratta comunque di una fonte di distrazione.

Nel trading accade la stessa cosa. Tante volte si sottovaluta, quindi sarebbe opportuno avere sempre un protocollo preciso.

Contenere i rischi con il trading algoritmico

Il motivo per cui spingo molto su tutto ciò che riguarda il trading algoritmico è che in questo approccio tutte le decisioni sulle mosse presenti e future vengono prese sulla base dei numeri.

Quindi, una volta stabilito il proprio piano basato sui numeri, si avranno tutta una serie di paletti già ben ordinati che regoleranno cosa dovrà succedere quando tutto sarà messo all’opera.

Poi, è ovviamente chiaro che ci sono sempre delle situazioni a cui prestare la massima attenzione. Se ad esempio mi sento un super esperto e mi fido dei numeri, ma non metto tutto in automatico per un qualsiasi motivo, tipo che il mercato non è automatizzabile, e invece di stare pronto ad agire quando è supposto che agisca vado a bere il caffè, di nuovo cado nella trappola (anche se chiaramente in questo caso si tratta di un problema di disciplina).

Se invece ho automatizzato tutto, la macchina opererà da sola e io dovrò soltanto controllare che non ci siano intoppi tecnici. In questo modo tutti i problemi si riducono di molto, lasciando la porta aperta soltanto ad eventi estremi ed imprevedibili, perché chiaramente poi tutto è imprevedibile e potrebbe sempre scoppiare il cloud.

Insomma, a questo mondo tutto può succedere. Ahimè, questa è l’unica certezza. Tuttavia, automatizzando l’intero processo è possibile riuscire a circoscrivere notevolmente rischi molto seri, come quelli dovuti all’ignoranza, perché si studia, e quelli dovuti alla supponenza, perché è la macchina ad agire al posto nostro.

Chiaramente, a questo punto rimane soltanto il rischio di fare male il piano di lavoro. Un rischio che, a mio parere, è legato più alla supponenza che all’ignoranza. Questi sono i pericoli che si corrono.

Insisto quindi come sempre sull’utilità del trading algoritmico inteso come trading basato sui numeri o trading automatico (chiamatelo come volete). Tutto ciò che è basato sui numeri ci può infatti aiutare enormemente a ridurre i rischi e rendere il trading meno pericoloso, come quando a guidare la macchina è un bravo guidatore senza alcuna propensione a fare azioni avventate.

Questo è quanto, spero vi sia stato utile! Magari raccontatemi i pasticci che avete combinato nei commenti! Perché ne combino anche io, come tutti…

Ciao ragazzi da Andrea Unger!

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Ciao, sono Andrea Unger, Trader professionista dal 2001 e unico a vincere per ben 4 volte il Campionato del Mondo di Trading con denaro reale. Grazie a questi risultati sono spesso invitato come relatore in convegni in Europa, Stati Uniti e Asia. Sono inoltre autore di diversi libri, tra cui il primo in Italiano sulla Gestione del Rischio nel Trading, tradotto anche in Cinese e Inglese. Metto a disposizione decenni di esperienza, di prove, di vittorie e sconfitte con le quali ho ideato un metodo scientifico, sistematico, replicabile e universale con cui, in soli 4 anni, più di 1.000 trader sono riusciti a rendersi autonomi. Devi sapere infatti che gli studi dimostrano che solo il 25% dei trader guadagna, ma di questi ben il 90% lo fa con il trading sistematico... Come mai allora i formatori insegnano quasi sempre solo il trading discrezionale? Non ti insegno a diventare ricco in poco tempo, ti insegno una professione che, con il duro lavoro, la passione, e sufficienti capitali potrebbe diventare la tua principale fonte di reddito.