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🏆🏆🏆 Petra Ilona Zacek si è laureata Campionessa del Mondo di Trading 2018 con un fantastico +257.9%!!

E’ rimasta saldamente al comando durante tutta la competizione staccando di quasi il 200% il secondo classificato…e questo la dice lunga sulla portata della sua prestazione.

Anche Petra, come Stefano Serafini Campione del Mondo 2017, è una studentessa di “Trading Systems Supremacy”.

Petra fa sia trading algoritmico sia discrezionale e questo passaggio della sua intervista secondo me è parecchio interessante:

“Parte del mio portafoglio si basa su sistemi algoritmici, quindi mi è stato molto utile approfondire questo aspetto…Inoltre, uso gli algoritmi nella mia attività di trading discrezionale: a volte li uso per fare prima dei test di alcune idee, una cosa che velocizza davvero la mia analisi e le dà come ulteriore spessore, indicandomi se posso trovarmi sulla strada giusta nelle mie previsioni su tali operazioni. Sì, è proprio così. Non sto usando gli algoritmi come i trader algoritmici puri, ma mi hanno dato sicuramente un vantaggio aggiuntivo.”

Fa molto piacere inoltre quando dice:

“Consiglio certamente di seguire i programmi di Andrea; tutti, anche se finora non ho approfittato della sua offerta completa. Il motivo principale per cui lo dico è perché Andrea è una persona vera e un autentico trader… Avendo vinto i campionati di trading più e più volte, ripetutamente, la sua esperienza è ben comprovata….Con Andrea fai un vero affare: ha dimostrato di sapere come far uso di tali mercati e può davvero avere molto successo in questo.”

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Chi sei, cosa fai e da quanto tempo fai Trading?

Sono metà ceca e metà slovacca, ma attualmente vivo negli Stati Uniti. Ho trascorso circa 15 anni della mia carriera, in pratica tutta la mia vita lavorativa, nelle sale di contrattazione ad occuparmi di una clientela di tipo istituzionale. A causa del potenziale conflitto di interessi, non mi era assolutamente permesso fare trading con il mio denaro. Pertanto, qualcuno lo gestiva per me. Dopo aver lasciato il lavoro, all’incirca tre anni e mezzo fa, mi sono trasferita con mio marito, un atleta professionista, nel deserto dell’Arizona. Ero dovuta andare in pensione, così sono stata in grado di iniziare a fare trading con i soldi del fondo di famiglia. È stato quindi quasi 4 anni fa che ho iniziato a fare del trading la mia vita.
Su quali mercati operi principalmente e per quale motivo?
Abbiamo un trust familiare piuttosto ampio, con un portafoglio diversificato: asset immobiliari, beni da collezione, partecipazioni azionarie. Dedico una piccola parte anche al mercato dei future su materie prime, ma teoricamente tratto qualunque cosa sia abbastanza liquida per le mie esigenze di dimensionamento; quindi, alla fine non faccio molta distinzione tra i 45 future che hanno la liquidità maggiore.

Come sei strutturata? Quale piattaforma, broker e data feed usi?

Ho due piattaforme operative principali: uso CQG, che in realtà è una piattaforma istituzionale, utilizzata per l’esecuzione degli ordini da un sacco di banche d’investimento, così come da quelli di CME e di altri mercati di scambio. Allo stesso tempo, uso anche Interactive Brokers, perché con alcune piattaforme puoi fare determinate cose, mentre con altre ne puoi fare di diverse. Per quanto riguarda il broker, utilizzo principalmente Straits e ovviamente anche Interactive Brokers. Straits è collegato a CQG e di conseguenza a Trade Navigator di Genesis, dove tengo tutti i miei sistemi algoritmici.

So che sei una trader discrezionale, ma hai partecipato ad un percorso della Unger Academy e sei inoltre venuta alla MasterClass di trading a New York. Quali vantaggi hai ottenuto da tutto questo per il tuo trading?

Trovo curioso che tu me lo chieda: ho frequentato la Trading Master Class nel 2017, ma in realtà avevo già pensato di iscrivermi nel 2016, dato che ci andavano due persone con cui stavo collaborando in quel momento, e con cui in effetti collaboro ancora oggi. Purtroppo, però, non avrei avuto abbastanza tempo per seguirlo sul serio. Quando poi finalmente l’anno dopo ho frequentato la Trading Master Class, ha avuto davvero un grande impatto su di me; penso che molte persone abbiano vissuto la stessa esperienza. Per me, personalmente, la cosa più importante, o una fra le più importanti, è stata la scoperta del fatto che in realtà Tim, Kevin, Andrea, Michael e Kurt sono esseri umani, non necessariamente Superman o degli alieni. Ho trovato che sono delle persone normali, e questo mi ha reso molto più facile pensare di poter davvero fare trading. Magari non come loro, ma potrei ottenere lo stesso successo, potenzialmente. Mi è stato d’aiuto in questo, e in secondo luogo mi ha reso effettivamente capace di aggiustare il mio setup. Devo dire che, prima di frequentare le lezioni della Trading Master Class, il mio setup non consentiva l’assunzione di due posizioni su due algoritmi opposti. Per esempio, prendere una posizione corta e una lunga su S&P mi era impossibile, secondo la visione del mio broker. Tuttavia, frequentando il corso sono riuscita a superare questo limite e ora sono in grado di farlo. Penso che sia un gran problema comune a molte persone, e le lezioni mi hanno effettivamente aiutato a risolvere un sacco di aspetti del mio setup.

Quali percorsi della Unger Academy hai seguito?

Ho frequentato i programmi di Andrea presso la sua Unger Academy prima di frequentare la Trading Master Class di New York.

Ti riferisci al “Trading System Supremacy?

Sì, penso sia questo il nome del programma. Parte del mio portafoglio si basa su sistemi algoritmici, quindi mi è stato molto utile approfondire questo aspetto, anche se non mi occupo di programmazione, non sono un’esperta IT. Inoltre, uso gli algoritmi nella mia attività di trading discrezionale: a volte li uso per fare prima dei test di alcune idee, una cosa che velocizza davvero la mia analisi e le dà come ulteriore spessore, indicandomi se posso trovarmi sulla strada giusta nelle mie previsioni su tali operazioni.

Il percorso ti ha aiutato a capire meglio i mercati anche se fai prevalentemente trading discrezionale?

Sì, è proprio così. Non sto usando gli algoritmi come i trader algoritmici puri, ma mi hanno dato sicuramente un vantaggio aggiuntivo. Non hai bisogno di nient’altro che questo nella tua attività di trading: di un vantaggio competitivo.
Qual è stata la soluzione ottenuta attraverso il nostro metodo?

Ritengo di aver imparato nuovi modi per costruire, analizzare e considerare gli algoritmi, perché ciascuno di noi è diverso in termini di trading sistematico. Ognuno usa l’analisi in maniera diversa: per esempio, so che nel suo libro Kevin impiega un setup algoritmico e spiega come costruisce i suoi sistemi, il suo approccio passo passo. E lo fa in maniera diversa da Andrea; Andrea ha il suo modo di farlo. Ognuno ha il suo stile, e comprendere questo si rivela molto utile, perché puoi davvero uscirtene con idee differenti riguardo a ciò che è possibile fare, oppure imparare a fare le cose in modo diverso e, a volte, più efficiente.

Perché hai scelto proprio un mio programma e non quello di un altro formatore?

Ho fatto un bel po’ di compiti a casa prima di frequentare la Trading Master Class, semplicemente perché preferisco sapere su cosa si focalizzino le persone. Quando sei in affari con un cliente, sapere fondamentalmente come agisce rappresenta come l’Alfa e l’Omega. Così, ho fatto le mie ricerche su Andrea e ho fatto le mie ricerche su Kevin. Ho parlato con quegli amici che avevano frequentato le lezioni l’anno prima e uno di loro mi ha consigliato questo specifico corso di Andrea, perché mi avrebbe esposto pienamente il suo approccio. Questo è il motivo principale per cui l’ho frequentato, e in effetti mi è stato molto utile.

Ti definisci una trader completamente discrezionale o usi un approccio sistematico combinato con l’intervento personale sulle decisioni finali?

All’incirca il 10-15% della mia attività di trading è algoritmica. Serve giusto a pagarmi le spese mensili, per ottenere un po’ di rendimento senza avere il bisogno di starci dietro. Inoltre, come dicevo prima, ricorro ai sistemi algoritmici più che altro per dare ulteriore spessore alla mia analisi.

Raccomanderesti Unger Academy ad altri trader o pensi che, se qualcuno decidesse di fare trading discrezionale, non avrebbe alcun vantaggio?

Consiglio certamente di seguire i programmi di Andrea; tutti, anche se finora non ho approfittato della sua offerta completa. Il motivo principale per cui lo dico è perché Andrea è una persona vera e un autentico trader. Non è di quelli che vengono dal mondo accademico, come neppure uno di quei tizi che ti presentano un tema solo per cercare di venderti qualcosa. Avendo vinto i campionati di trading più e più volte, ripetutamente, la sua esperienza è ben comprovata. Questo in un contesto come quello finanziario, pieno di ciarlatani che cercano di venderti qualcosa facendosi passare per gente che sa tutto. Pretendono di avere una risposta a tutto, ma Andrea non è così. Con Andrea fai un vero affare: ha dimostrato di sapere come far uso di tali mercati e può davvero avere molto successo in questo. Quindi, penso sia questa la principale ragione per cui si dovrebbe frequentare questo programma: perché lui è un trader.

Che risultati hai ottenuto nel campionato?

Ho vinto la Coppa del Mondo 2018 con un rendimento del 258%. Ho gareggiato anche nel Q4 del 2017, l’evento più corto, arrivando sesta nel comparto azionario. Quindi, prima ho fatto questo e poi sono andata al campionato annuale.
Con quanto capitale hai iniziato, con quante strategie e di che tipo?

Ho iniziato con $10.000, che è il minimo da cui partire per il trading sui future, mentre penso che per il Forex sia $7.500, se non sbaglio. Sono arrivata a fine anno con $35.800, seguendo principalmente un approccio discrezionale e in parte anche utilizzando un sistema algoritmico.

Cosa puoi dirci dell’aspetto psicologico?

Ovviamente ero – beh, non so, forse gli altri non sono così – comunque io ero preoccupata che mi avrebbe dato delle noie, che non sarei stata in grado di dormire, preda del nervosismo; questo mi preoccupava maggiormente, anche se in realtà non cambia il mio modo di fare trading con il portafoglio principale, col trust di famiglia. Per questo motivo, nell’evento del Q4 2017, il più breve, ho voluto testare le mie reazioni, il modo in cui questo approccio avrebbe potuto influenzare la mia operatività e il mio portafoglio. Ho trovato il mio assetto e mi ritengo molto fortunata, perché alla fine non ho di quei problemi che non ti fanno dormire, come l’assunzione di rischi eccessivi o altre cose. Da un lato è un bene, perché non hai i nervi a fior di pelle e non ti agiti, ma dall’altro devo mettere certi alert nei miei sistemi, nel setup del mio portafoglio, in modo che mi segnalino se assumo troppi rischi. Sono piuttosto diligente nel monitorare il mio profilo di rischio, semplicemente perché so che potrei avere un’esposizione eccessiva. Quindi, poiché non ho avvertito alcun cambiamento nella mia attività di trading e nella gestione del portafoglio durante l’evento del Q4 2017, mi sono sentita di continuare così nel 2018.
Quali sono le principali differenze tra il trading sul tuo conto di trading principale e il trading sul conto del campionato?

Dato che il conto è così piccolo, la commissione non influisce granché nel quadro generale, per lo meno nel mio caso. Dunque, per me non ci sono differenze. Questo perché ho trattato il conto della competizione come se fosse parte integrante del mio portafoglio complessivo. Vale a dire che andavo semplicemente ad inserire i trade col conto del campionato come farei normalmente per il mio trust col mio conto principale. Semplicemente sottraevo quella posizione dal mio conto principale, quindi non facevo niente di particolare. Diciamo che, se avessi dovuto fare qualcosa come 20 contratti, ne avrei destinata una parte sul conto della competizione, tipo 3-4 o magari anche 5, mentre il resto sarebbe rimasto sul mio conto principale. Quindi per me non c’era alcuna differenza. L’unica cosa era che poi dovevo operare su due account, ma in sostanza era come metter da parte una piccola fetta della torta.

Dopo il tuo anno nel campionato, c’è qualcosa che, se tornassi indietro nel tempo, non avresti fatto o che avresti fatto diversamente?

Beh, non proprio in relazione al campionato, penso. È stata un’esperienza incredibile perché impari a trattare con cose che non avresti mai incontrato nell’attività di trading di tutti i giorni. Ho trovato questo aspetto molto utile perché mi ha fatto crescere un sacco. È probabile che l’unica cosa che farei diversamente sia frequentare il Trading Master Class un anno prima, semplicemente perché mi avrebbe fatto risparmiare un anno della mia vita.
Perché il campionato? Ci hai pensato per un po’ di tempo o è stato l’incontro con Andrea a convincerti a provarci?

Prima di andare a New York a frequentare la Trading Master Class, non avevo mai considerato di partecipare al campionato. Semplicemente, pensavo che per me non sarebbe stato possibile farcela: avere il controllo della situazione, riuscire ad avere successo. Devo ammettere che senza avere una possibilità di arrivare davvero ai vertici, per me non aveva proprio senso considerare l’idea di partecipare. Lo consideravo un impegno aggiuntivo che non volevo assumermi. In realtà, la mia partecipazione era una delle condizioni poste da Michael Cook per una nostra collaborazione. Mi disse che avrebbe collaborato con me solo se avrei partecipato al campionato l’anno successivo. Quindi, è tutta colpa sua. È tutta colpa sua se ho partecipato e poi ho vinto.

Che consiglio ti senti di dare a chi attualmente sta ancora cercando la propria strada nel trading?

Penso che, almeno per me, questo sia stato molto importante, perché ci sono passata e mi ha richiesto un po’ di tempo: le persone devono dedicare del tempo a capire se stesse. Voglio dire, capire se uno è un trader intraday, di medio o di lungo termine. Se per uno è più facile fare trading sulla base di indicatori tecnici o magari affidarsi a sistemi completamente algoritmici, perché di suo è fatto così, ha questo talento; oppure se si è più inclini a prendere una decisione di trading giornaliero basandosi su dati economici, o quant’altro. Una volta che lo capisci, avrai bisogno di andare in cerca del migliore in quel particolare stile operativo, quindi imparare da quella persona in che cosa consista il trading; perché se sei un trader algoritmico e impari da qualcuno che opera nel lungo periodo, che tratta di fondamentali economici e diverse altre cose, poi non ti piacerà, ti sentirai forzato a farlo; non sarai te stesso. Quindi, devi solo capire chi sei, trovare una persona che è davvero molto brava in quello e imparare da lei.

C’è qualcos’altro che vorresti aggiungere?

Forse le persone dovrebbero essere più essenziali, vale a dire cercare di non esagerare: alcuni seguono una logica secondo cui più schermi compri, meglio farai trading. Questo non è vero: io ho un’attrezzatura molto basilare e non ho bisogno di dieci schermi per essere in grado di operare. In realtà, se hai troppi broker, troppi sistemi, significa che forse stai facendo qualcosa nel modo sbagliato, che forse il tuo setup non è corretto. Il proprio setup dovrebbe essere molto semplice e rapido, oltre che opportuno. Poi probabilmente la seconda cosa che consiglierei è di non farlo isolandosi, ma di aprirsi, trovare persone con cui parlare, con cui collaborare. So che a molta gente non piace rivelare le proprie idee, si sentono di non poterle condividere… beh, personalmente non credo che esistano persone capaci di inventare qualcosa che non sia già stato pensato o inventato; quindi, se non collabori, letteralmente ti limiti, perché quando unisci le forze con gli altri puoi fare più lavoro nello stesso tempo. Puoi dividere l’analisi tra varie persone, potendo così vedere effettivamente le cose da una prospettiva diversa. Per esempio, dal 2014 ho collaborato per oltre due anni con 103 persone sulla base degli insegnamenti di uno dei trader di maggior successo. Per quasi 3 anni abbiamo analizzato le stesse idee, lo stesso approccio, e a fine giornata, quando guardavamo le operazioni, tutti restavamo sorpresi del fatto che, in pratica, stavamo facendo dei trade su materie prime diverse e con tempistiche differenti. Dunque, collaborare con qualcuno non significa che alla fine farai le stesse operazioni, ma che darà una spinta alla tua vita, accelererà la parte di analisi e risulterai più veloce nella tua attività. Questo è molto importante, perché non vuoi scoprire qualcosa dopo dieci anni, ma ora: vuoi fare soldi adesso. Quindi, credo che probabilmente darei questo consiglio alle persone, perché molti pensano che non dovrebbero condividere le proprie idee con gli altri.

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