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Ascolta “Quali sono i mercati migliori per fare Trading?” su Spreaker.


Ciao ragazzi, ciao da Andrea Unger.

Future, forex, cfd o azioni?

Una domanda che molti si pongono, che viene posta e come ho detto in altri video, molte volte alcuni di questi comparti non sono neanche conosciuti da altri.

C’è il trader incallito sui future che ignora o snobba i CFD, c’è il trader puro vero e proprio sulle azioni, sull’azionario americano e quindi guarda male tutto il resto, c’è quello sul forex che pensa che, (e qui uno dice ce l’ha su con Metatrader) pensa che Metatrader sia l’unica piattaforma al mondo e il forex è l’unico mercato così come per i CFD alle volte e via dicendo.

Non ce l’ho su Metatrader, no perché mi hanno accusato proprio su youtube che io avevo sempre questo atteggiamento contro Metatrader che diventa stucchevole e via dicendo è che vi devo dire insomma, allora lasciamo perdere.

Comunque come si fa a scegliere?

Non è che si debba scegliere, poi ognuno sceglie come crede, io dico il mio punto di vista ed è più o meno questo: se uno ha capitali limitati è bene che, se vuole fare trading ovviamente, è bene che pensi a forex e CFD.

Forex e CFD permettono la scalabilità al ribasso fino a livelli veramente puntuali, piccoli e quindi ovviamente troverebbe un modo di operare, impostando un rischio contenuto in linea con il suo profilo di rischio, anche sui mercati senza aver bisogno di capitali ingenti, quindi questo è il vantaggio.

Poi ci sono gli svantaggi, i mercati non regolamentati si sa, io stesso preferisco lavorare sui future valutari piuttosto che sul forex, e costi nascosti alle volte.

A parte lo spread e queste cose qui, ci sono anche commissioni e quindi lì non sono tanto nascosti, però c’è lo swap notturno e via dicendo.

Insomma ci sono un po’ di cose che andrebbero poi messe in conto quando uno veramente approccia questi mercati, però ovviamente se uno ha capitali limitati potrebbe guardare a questi.

In teoria la scalabilità è possibile anche sull’azionario, cioè non in teoria, di fatto è possibile sull’azionario.

Quindi in teoria si potrebbe lavorare sull’azionario con capitali ridotti usando posizioni ovviamente ridotte.

Il problema con il mercato azionario per questo tipo di approccio è che però le commissioni difficilmente sono proporzionali al capitale usato per l’operazione, sono commissioni fisse.

Sono pochissimi i casi, mi ricordo nel passato casi di commissioni permillari e quindi commissioni proporzionali nel momento in cui si apriva la posizione con un capitale ridotto anche la commissione era minutissima, sinceramente non so se esiste ancora, quindi dovrei informarmi, però se c’è la commissione fissa è chiaro che quanto più piccola è la size della nostra posizione, tanto maggiore l’impatto commissionale quindi i costi rischiano di avere un peso eccessivo sul sull’operatività.

Per cui non sempre l’azionario è la scelta ideale in questo caso.

Se il capitale impiegato nel trading non è un problema e quindi si ha a disposizione o si vuole disporre per il trading un capitale comunque non limitato, non ridotto, si può teoricamente affacciarsi a tutti i mercati.

Ecco devo dire che il trading, quindi andiamo su quegli altri gruppi, sull’azionario, può essere fatto in maniera assolutamente simile a quello che è l’approccio sui derivati, nel senso che si possono costruire delle strategie che seguono delle logiche simili a quello di cui ha parlato tante volte e quindi di breakout o controtrend, filtrate magari, intra day, non intra day, quindi in tutto e per tutto simili all’approccio che uno può avere sul crude oil piuttosto che sul Gold o sulle valute stesse.

Però, qui c’è un però, io l’ho abbandonato, lo facevo le 2007 tanto tempo fa e non facevo solo quello, facevo anche un trading basato su pattern, proprio pattern daily costruiti che mi davano indicazioni su cosa fare il giorno dopo.

Avevo tutto un radar screen che mi dava quali azioni comprare, quali vendere in asta di apertura e poi chiudere la posizione in asta di chiusura è tutta un’infrastruttura del genere.

L’ho però abbandonato, perché oltre all’onere di seguire tutto questo, trovavo alla fine un limite nella diversificazione perché era pur sempre mercato azionario.

Quindi per quanto i vari titoli potessero essere tra di loro anche scorrelati, perché settorialmente opposti, è pur sempre mercato azionario.

Come il famoso detto che quando c’è l’alta marea tutte le navi si alzano è vero che quando il mercato generale tende in una certa direzione bene o male, bene o male non è una regola, però bene o male tutti i titoli tendono a muoversi nella stessa direzione.

Quindi esporsi su più titoli con approcci magari simili, con logiche simili, c’è il rischio di sovraesporsi e questo ovviamente comporta un rischio eccessivo nel portafoglio che si va a creare.

Ecco perché io faccio i future!

Faccio i future perché con i future posso andare su mercati realmente diversi perché spaziando dalle granaglie, agli indici azionari, alle valute, ai metalli e chi più ne ha più ne metta ecco che, per quanto ci siano delle correlazioni anche inverse o dirette su alcuni di questi, rimane il fatto che comunque ho a disposizione un mondo di per sé vario e quindi posso crearmi un portafoglio che sia abbastanza diversificato.

Non è la soluzione di tutti i mali, per cui lo dico chiaramente, non è che i future risolvono tutti i problemi, però io ho scelto quelli per questo motivo più che altro, avendo un portafoglio molto diversificato mi sento più tranquillo.

Ho dimenticato di dire che, a mio avviso, il trading ideale sull’azionario è quello di allocazione dei capitali, cioè un investimento chiamiamolo così, quindi la ricerca di un modello che ci dica come investire per battere il benchmark.

Questo è poi un capitolo a parte rispetto a quello che stiamo discutendo in questo video e magari lo tratterò un’altra volta, anzi se vi interessasse scrivete nei commenti e sarò ben lieto di rispondere e affrontare l’argomento eventualmente.

Però, ecco, pochi capitali per forza Forex e CFD, se i capitali non sono un problema…scusate Forex e CFD no azioni per problemi di commissioni a meno che non ci sia la commissione permillare… rara che io sappia però posso sbagliarmi, anzi se sapete qualcosa scrivetelo così è a beneficio di tutti.

Se i capitali non sono un problema, io preferisco i future perché permettono una maggiore diversificazione rispetto all’azionario, però anche questo ovviamente poi va al gusto di ciascuno e alla propria sensazione di padronanza dello strumento.

Con questo spero di aver dato un quadro, non dico completo, ma sommario comunque utile e se avete dei dubbi scrivete che in futuro affronteremo magari altri argomenti simili o vi risponderò a domande specifiche.

Ciao, ciao ragazzi, ciao da Andrea Unger.

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