Questo è il quinto articolo scritto da Mario Cesolini, analista del sito tradingevo, per Unger Academy. Mario è un trader specializzato nell’ideazione, programmazione e sviluppo di trading system, sempre alla ricerca dell’algoritmo perfetto. La ricerca di nuove strategie non si interrompe mai. Si alternano momenti in cui tutto è frenetico a momenti in cui tutto va al rallentatore.


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Vorrei tornare sul terzo articolo di questa piccola serie.

I lettori più attenti ricorderanno che eravamo alla ricerca di qualcosa che ci permettesse di incrementare l’average trade di una strategia basata sull’ETF SPY. Il trading system restituiva metriche interessanti, una buona equity line e ci sembrava potesse essere una buona base di lavoro. L’average trade rappresentava chiaramente il punto debole.

Fermiamoci per un secondo.

Cosa è esattamente l’ETF SPY? E’ un ETF, uno strumento finanziario, che replica l’andamento dell’indice SP500. In modo molto semplificato è un fondo di investimento c.d. a gestione passiva: i gestori si limitano a comprare componenti (azioni) dell’indice SP500. Sicchè le sue quotazioni replicano fedelmente, o quasi, quelle dell’indice.

Lo SPY è l’unico strumento finanziario che abbiamo a disposizione per tradare questo mercato? Non è l’unico: abbiamo a disposizione ETF, CFD, futures e opzioni. Tra questi quelli che sembrano fare al caso nostro sono i futures.

Come molti lettori già sanno, uno dei contratti futures attraverso i quali è possibile tradare l’SP500 è l’ES: il mini futures caratterizzato da un big point value (valore monetario per punto) di 50 dollari e un tick (movimento minimo) di 0.25 punti (che corrisponde a 12,5 dollari).

Adesso facciamo un piccolo calcolo: nel corso del post numero 3 ci eravamo fermati ad un average trade di 70 dollari investendo 10.000 dollari per ogni operazioni. In percentuale il nostro average trade era circa lo 0,7% del capitale investito.

Nel momento in cui scrivo, il futures ES con la scadenza più prossima è quotato 2860 punti che moltiplicati 50 dollari a punto ci restituisce un controvalore di 143.000,00 dollari. Proprio così, comprando un contratto futures muoviamo un capitale quattordici volte più grande dei nostri 10.000 dollari che inizialmente avevamo deciso di investire nell’ETF SPY.

IL NOSTRO TRADING SYSTEM E IL FUTURES ES

Vediamo come si sarebbe comportato il nostro trading system operando sul futures ES (1 contratto per ogni trade).

Di seguito l’equity line (close-to-close e detailed) e le principali metriche:

Equity Line close to close – futures ES

 

Equity line Detailed _ ES futures

L’equity line è buona e l’average trade è 364,58 dollari.

Il problema di avere un average trade capiente sembrerebbe essere stato risolto. Adesso però dobbiamo soffermarci sull’altro lato della medaglia.

Come richiesto nella sezione commenti allego il performance report in formato excel :

Performance Report formato Excel

 

LEVA FINANZIARIA E MASSIMO DRAW DOWN

Per avere un trade medio maggiore abbiamo utilizzato uno strumento finanziario con una leva molto maggiore rispetto all’ETF SPY e, non dobbiamo dimenticarlo, la leva lavora allo stesso modo per le operazioni vincenti e per quelle in perdita: il massimo Draw Down a posizioni aperte è aumentato ad oltre 11.700,00 dollari.

CONCLUSIONI

Continuo a considerare questo trading system non completo per andare a mercato perché, come ripetuto altre volte, privo di risk management.

Se la nostra strategia fosse stata completa, quale sarebbe stato il capitale necessario per tradarla? Dobbiamo analizzare due elementi, differenti per ogni trader: il capitale a disposizione e la capacità di sopportare le perdite.

Sul capitale a disposizione c’è poco da dire: è un numero che non potrà in nessun caso essere inferiore alla somma di margini richiesti e massimo drawdown.

Sulla capacità di sopportare le perdite ogni trader è incredibilmente diverso da tutti gli altri. L’investitore che non sopporta il 10% di draw down sarà sottocapitalizzato anche con un capitale di 100.000,00.

Una regola sempre valida è pensare in termini percentuali: possiamo decidere di non rischiare  più del 2% in ogni singola operazione. Se la strategia avesse avuto (ma non ce l’ha) uno stop loss pari a 1.500 dollari, il capitale necessario per tradarla sarebbe stato 75.000,00.

Al prossimo post


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Categorie: Tecnici

Mario Cesolini

Socio ordinario professional SIAT (Società Italiana Analisi Tecnica), Mario Cesolini è laureato in Diritto dei mercati finanziari all'Università La Sapienza di Roma nel 2003. Ha iniziato a studiare i mercati finanziari ed in particolare l'analisi tecnica nel 1999, specializzandosi nella programmazione di trading system, nella costruzione di strategie in opzioni e nel trading di volatilità sulla curva del Contango del VIX Index. Nell'ottobre del 2015 vince il SIAT Award come migliore analista tecnico dell'anno della categoria Forex.

2 commenti

Alessandro · 16 ottobre 2018 alle 17:00

Ciao Mario, Andrea,

complimenti e grazie per questi post!!! sto seguendo con interesse i vostri articoli e vorrei chiedervi se fosse possibile pubblicare oltre ai dati di sintesi anche l’excel con le trades effettuate dal trading system.
Il mio obiettivo è replicare i risultati (incluse commissioni e slippage) con un framework di backtesting in python (backtrader).

Inoltre cosa ne pensate dei CFD per fare un po’ di pratica prima di passare a strumenti più “rischiosi” come i futures?

Mario Cesolini · 17 ottobre 2018 alle 15:59

Ciao Alessandro,
grazie delle belle parole.
Veniamo alle tue domande iniziando da quella più operativa.
I cfd sui futures possono rappresentare una soluzione interessante perchè richiedono margini minori e per la possibilità di cucirsi addosso la leva. Attenzione allo spread ask-bid che, sulla falsariga di ciò che avviene per il forex, rappresenta la commissione che trattiene il nostro broker.
Per il performance report in formato excel, a breve lo renderemo accessibile nel corpo dell’articolo.

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