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Ciao ragazzi, ciao da Andrea Unger!

Trading part-time!!!

Mi viene a volte chiesto cosa ne penso e se ci siano delle soluzioni.

Ecco io ho sempre messo in guardia verso i facili entusiasmi e ho sempre cercato di sottolineare come il trading non sia qualcosa che si improvvisi e che richieda un approccio sistematico, non nel senso che c’è solamente il trading automatico, ma di metodo ovvero con un piano di lavoro e via dicendo.

Oggi vi vengo a dire che effettivamente che il trading part time a mio avviso è possibile e anche raccomandabile per tutti quelli che stanno meditando di abbandonare il proprio lavoro per dedicarsi al trading, anzi pensateci 10 volte prima di fare un passo del genere.

In che senso è possibile?

Non credo personalmente nel trading part time inteso come arrivo a casa alla sera e mi metto davanti al computer due ore e faccio scalping come un forsennato sul forex e faccio un sacco di soldi.

Se lo fate benissimo, se siete in grado di farlo in maniera continuativa benissimo però non è una strada percorribile a mio avviso, perché richiede ancora una volta un particolare talento che pochi hanno.

Bisogna essere realisti su questo e oltretutto causa uno stress particolare a mio avviso perché ci pone di fronte a una necessità di concentrazione di alto livello in un orario in cui in genere uno dovrebbe rilassarsi la sera quando torna a casa.

Non solo, crea poi una alienazione da tutto il resto della vita che uno dovrebbe vivere perché è impegnato appunto in questa attività che oltretutto a mio avviso non è semplice come viene raccontata alle volte.

In particolar modo il mercato del forex negli orari nostri serali non sempre offre quelle opportunità di scalping che si vorrebbero trovare.

Adesso magari mi diranno che io non capisco niente di forex, però un dato di fatto a mio avviso ma in ogni caso io vi dico solo che già sono contrario non per principio ma per evidenza dei fatti allo scalping inteso come come trading, non perché sia brutto e cattivo ma semplicemente è difficilissimo da replicare per chi non ha quel talento particolare che gli permette di farlo.

In più farlo a valle di una giornata di lavoro insomma… per non parlare poi di quelli che vogliono farlo alle 5 del mattino prima di andare al lavoro.

Ecco lì si muove ancora peggio il mercato.

Comunque detto questo allora come si fa?

Ecco, un Trading di posizione o di swing trading basato su barre giornaliere è qualcosa che si può prendere in considerazione una volta che si hanno delle valide strategie a supporto.

Quindi bisognerebbe sviluppare un metodo non dico automatico per forza perché se uno vuole sedersi e mandare gli ordini va benissimo, però si avvicina al trading meccanico dove io ho una strategia su alcuni strumenti che mi dà degli ingressi e delle uscite basate su certe logiche che io so essere state per lo meno profittevoli nel passato e dopo la posso mettere in pratica.

Gli ordini ovviamente devono essere basati su barre giornaliere perché io devo sapere alla mattina per esempio quale ordine immettere e quale ordine tenere in macchina per tutto il giorno.

Perché io posso mettere un ordine in macchina e poi andare al lavoro e dimenticarmi di quello che ho fatto, gli ordini si possono immettere con già annesso stop loss ed eventualmente il take profit.

Per cui una volta che uno immette tutte le informazioni sul server del brocker presumibilmente, se non addirittura già a mercato, lui è a posto cioè, lui ha messo, sempre che quell’ordine che ha inserito con annesso stop loss e di eventuale take profit sia valido questo è chiaro.

Quindi se considerate questo tipo di trading sappiate che è possibile!

Ci sono strategie basate su barre giornaliere che calcano trend di pochi giorni o movimenti di pochi giorni se non anche più a lungo termine ovviamente.

Qual è il problema, se vogliamo andare a cercare un problema?

Perché ecco, detto così sembra quasi semplice no?

È che ovviamente ci saranno poche strategie fra virgolette, perché potrebbe anche applicarsi a più mercati, spesso in questo caso c’è una forte correlazione tra questi vari mercati se il modello che si usa è il medesimo e quindi bisogna comunque limitarsi ad alcuni mercati.

Il problema è che ovviamente come come strategie a sé stanti non avranno, come si pensa che abbiano ma non ce l’hanno, un andamento costante nei guadagni.

Ci saranno dei periodi ovviamente anche prolungati di drawdown.

Prolungati perché basandosi su barre giornaliere quando deve smaltire diciamo così il periodo negativo e quindi il numero di trail fra virgolette che il sistema deve passare prima di rimettersi in sesto si allunga.

Perché se io lavoro su un periodo molto breve di campionamento allora probabilmente anche i periodi negativi posso pensare che siano accorciati, ma sui giornalieri si allungano e quindi può darsi che io mi ritrovi di fronte a 6, 8, 10, 12 mesi o anche di più dove il mio sistema non guadagna o peggio ancora perde.

Per cui può essere difficile e c’è il rischio, se non si crede in quello che si fa, di abbandonare quella strada per trovarne un’altra.

Potrebbe essere migliore, per l’amor del cielo, però resta il fatto che è difficile da utilizzare.

Quindi trading part-time inteso come metto gli ordini in un intervallo della giornata a me comodo e poi mi dimentico della piattaforma e del mio conto trading, sì!

Tecnicamente è possibile, ci sono delle strategie che lo permettono, la tecnologia poi del trading proprio lo permette assolutamente, però sappiate che non è tutto rose e fiori, perché si va incontro a periodi di drawdown che possono dare parecchio fastidio.

Dà sempre fastidio il drawdown, ma in questa maniera ancora di più perché essendo l’unico modo che abbiamo di fare trading ovviamente il drawdown ci distrugge tutto il nostro sogno di ricchezza, diciamolo pure improntato su quel tipo di operatività.

Non bisogna scoraggiarsi, però bisogna anche essere realisti non è che dico: ” No no tenete duro!” No, perché se la strategia è rotta o non funziona rischiate di lasciarci le penne, quindi non bisogna scoraggiarsi nel senso che bisogna essere coscienti e consapevoli che ci sono periodi negativi, ma non mollare al secondo trading negativo per esempio, sempre che la strategia sia valida.

Come sapere che la strategia sia valida? Non si può sapere!

No ecco questo è l’esperienza, è l’analisi del mercato che ce lo dice.

Nel senso che io se ho creato una strategia diabolica con 8.000 variabili e condizioni è chiaro che come la metto live questa sarà rotta perché ho creato un mostro che funzionava chiaramente solo sul passato, ma se si prendono dei modelli semplici, si accettano di questi modelli le fasi negative, ma modelli semplici basati su logiche semplicissime.

Prendiamo un mercato che tendenzialmente va in trend e io compro alla rottura il giorno precedente con qualche filtro, pochi filtri che mi permettono di limare un po’ l’operatività e non entrare proprio sempre a testa bassa ma solo quando c’è magari dopo una contrazione di volatilità.

Allora prendo il trade se mi si presenta o in un momento di calma la posso misurare con la ADX a cinque giorni.

Se è minore di 40 allora io sono disposto a entrare qualora avvenisse la rottura del massimo del giorno prima o del minimo del giorno precedente.

Ecco in questi casi uno prende il trade e sono strategie abbastanza semplici queste qui e quindi non è che sono quelle che hanno il 90 per cento di percentuali di vincere, però sono strategie che si potrebbero immaginare più robuste perché alla fine hanno poche condizioni e sono poco inficiate da quella che è la volontà diabolica del giocatore di avere qualcosa di bellissimo che però poi all’atto pratico funziona poco.

I periodi negativi ci saranno però e bisogna esserne consapevoli, essere disposti ad accettarli a priori. Poi bisogna trovare comunque anche un parametro o qualcosa che si mette in conto, raggiunto il quale, il livello può essere il drawdown può essere il numero di perdite può essere qualcosa che definirete voi perché ognuno poi ragiona a modo suo, che ci dice quando stoppare definitivamente quel tipo di operatività, quindi questo, anche questo a priori.

Prima bisogna farlo e poi accettarlo quando capita.

Trading part-time si può fare, non è ovviamente veicolo per diventare Rockefeller il giorno dopo, questo sia ben chiaro, ma non lo è neanche il trading in generale, lo dico sempre, può benissimo dare dalle soddisfazioni, ma non è che uno fa trading perché vuole diventare il prossimo nababbo.

Quindi sempre i piedi per terra, questo è importante, però ecco potrebbe essere psicologicamente ancora più difficile del trading full-time, diciamo così.

Sempre inteso che il trading full-time non lo considero come un colpo di testa, deve essere qualcosa sempre di pesato quindi qualcosa dove uno lo fa seriamente non come qualcuno si mette a fare trading full time perché non ha un lavoro e quindi dice: “Mi invento il mestiere del trader!”.

In quel caso lo stress psicologico sarà ancora maggiore perché se i risultati mancano poi probabilmente succederà se si improvvisa, lo stress è maggiore per la delusione.

Il danno economico a fronte già di una debolezza finanziaria generale se uno ha perso il lavoro e quindi sempre mi raccomando bisogna essere consapevoli di tutto questo prima di fare il passo più lungo della gamba, perché il trading ripeto è pericoloso, è pericoloso è molto pericoloso e non si impara con 1 o 2 lezioncine messe lì su qualche sito internet.

Spero che vi sia utile ragazzi!

Noi ci sentiamo la prossima volta ciao da Andrea Unger.

 

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Andrea Unger

Noto per essere l'unico 4 volte campione del mondo di Trading (2008, 2009, 2010 e 2012), Andrea Unger è trader professionista dal 2001 e membro onorario di SIAT (Società Italiana Analisi Tecnica). Autore apprezzato, è spesso ospite di convegni in Europa, Stati Uniti e Asia.

1 commento

Fabrizio · 21 settembre 2018 alle 14:39

Parole Sante, Andrea
Di una persona seria
PS. puoi anche non pubblicarlo 😉

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