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Ciao ragazzi, ciao da andrea Unger: trading o investing?

Qualche volta i puri dell’investimento si scagliano contro il trading online dicendo che di fatto l’investing, l’investment diciamo, su azioni, titoli, fondi, qualsiasi cosa sia in realtà più profittevole del trading e questo può essere vero o non vero perché ovviamente, come nel trading, anche negli investimenti a lungo termine ci sono delle differenze a seconda della qualità del lavoro che viene fatto.

Per cui non è detto che una cosa funzioni meglio dell’altra. Tra l’altro molti fondi poi fanno trading, quindi investendo in un fondo nel genere non si fa altro che investire in una struttura che fa trading o che farebbe al posto nostro e via dicendo.

E’ ovvio che da un punto di vista psicologico è più semplice, fra virgolette, investire, perché, una volta fatta la scelta, si aspetta l’esito della propria scelta. Mentre nel trading c’è un coinvolgimento molto più diretto e continuo, a meno che uno faccia appunto un trading settimanale, mensile che si avvicina molto all’investing in questo caso, altrimenti è molto più sul pezzo. Anche nel trading automatico si fanno i sistemi, tutto quello che volete, però c’è ovviamente un coinvolgimento maggiore semplicemente perché si controllano da vicino le proprie creature giorno per giorno (almeno questo è quello che faccio io, ma penso lo faccia chiunque sviluppi dei trading system).

Invece nell’investimento un po’ al buio, fra virgolette, in fondi per esempio, questo coinvolgimento è minore perché a parte guardare la performance del fondo, il nav giornaliero, settimanale, qualunque cosa ci sia, crea una sorta di distacco e c’è anche una specie di fiducia nell’operato dei gestori che aiuta ovviamente nel dire “vabbeh aspettiamo e vediamo”.

Quando invece siamo noi stessi responsabili delle nostre azioni, questa fiducia può venire meno perché si teme sempre di avere sbagliato qualcosa, qualche valutazione, di aver sottovalutato qualche aspetto e il coinvolgimento è maggiore proprio perché, pensando a quello che si è fatto, si tende a giudicarlo rivederlo, ovviamente quando le cose vanno male, quando vanno bene si è felici e contenti.. però i periodi brutti ci sono per tutti per cui è normale che ci sia questo, come dicevo prima, coinvolgimento maggiore che porta a stress, e portando stress chiaramente si potrebbe prediligere un investimento a lungo termine.

Dall’altra parte però c’è anche un discorso opposto che, mentre nell’investimento a lungo termine, il grosso del lavoro viene fatto nella scelta del dove allocare i propri risparmi, nel trading invece c’è l’impressione di avere un maggiore controllo, proprio perché si è sul pezzo, diciamo, un maggiore controllo delle operazioni che si fanno, una maggiore flessibilità nella possibilità di modificare l’operato, perché ovviamente posso decidere da domani di adottare una strategia diversa, posso decidere di inserire un trading system che dormiva, posso decidere io perché sono io che sono sul pezzo. A seconda di quello che il mercato mi mostra posso voler cambiare qualcosa proprio per cavalcare l’onda del momento e si arriva all’estremo che è lo scalping.

Ora lo scalping che ovviamente è un “pim pum pam” mordi e fuggi, che credo porti ai massimi livelli di stress per il coinvolgimento necessario, costante, diretto sul mercato in ogni singolo istante, ma che da quella sensazione di controllo proprio di tutto che in altri ambiti si potrebbe non avere perché si subiscono di meno le fluttuazioni dei prezzi perché si salta dentro e fuori quindi si esce in qualsiasi momento, si può star fuori, non si è in balia dei movimenti di mercato di medio-lungo termine perché appunto l’orizzonte temporale dell’operazione è brevissimo.

Cosa sia meglio? Ovviamente io non posso fare scalping perché non ne sono capace, credo di non esserne capace, non mi ci sono mai dedicato troppo, non ho voglia di dedicarmici perché lo reputo troppo stressante per lo meno come impegno diretto a monitor, quindi non lo contemplo. Faccio training, come sapete, ma non disdegnerei anche di investire per, diciamo, stare più tranquillo fra virgolette, come dicevo prima, nell’osservare gli eventi piuttosto che parteciparvi attivamente.

E’ una scelta personale; per quello che riguarda le performance qui posso dare una brutta notizia per gli aspiranti scalper, trader e via dicendo. Credo di poter dire che non ci sia sta gran differenza. Poi certo se sei un trader eccezionale farà molto meglio che investire in btp, però se confrontiamo il trading medio con quelli che sono investimenti a lungo termine medi, alla fine non cambia tantissimo.

Ovviamente gli investimenti nel lungo termine spesso sono più soggetti a fasi negative: se un 2008 colpiva fortemente tante strutture, mentre il trader magari se ha strategie che sfruttano bene la volatilità, che aumenta in certi momenti, può fare addirittura performance superiore alla propria media, quindi addirittura sovraperformare se stesso e non soltanto quelle strutture d’investimento a cui ci si potrebbe dedicare.

Voglio però sottolineare come non necessariamente si debba immaginare il trading come, non dico l’alternativa, ma la soluzione ai mali dell’investing, perché non guadagno mettendo i soldi in banca, ma guadagnerò facendo col fai da te.

Sì, il fai da te va benissimo, perché non è necessariamente detto che le strutture dedicate all’investimento siano poi necessariamente bravissime… Ci sono quelli bravi, ci sono quelli meno bravi come in ogni professione, però ricordiamoci che non dobbiamo mai neanche sopravvalutare noi stessi, quindi attenzione: possiamo far meglio se studiamo a dovere quello che vogliamo fare.

Se ci improvvisiamo trader senza fare un percorso di studi d’apprendimento fatto bene come qualsiasi professione, rischiamo fortemente di farci male e quindi sconsiglio l’improvvisazione come sempre perché non è la soluzione e ovviamente consiglio di non credere a chi vi promette facili guadagni in due o tre lezioni perché non funziona così insomma.

Per cui, fate pure trading, se pensate che questo vi porterà dei guadagni maggiori che investire in fondi, per dire, però preparatevi a dovere.
Questo è il mio messaggio. ciao ragazzi alla prossima.

 

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Andrea Unger

Noto per essere l'unico 4 volte campione del mondo di Trading (2008, 2009, 2010 e 2012), Andrea Unger è trader professionista dal 2001 e membro onorario di SIAT (Società Italiana Analisi Tecnica). Autore apprezzato, è spesso ospite di convegni in Europa, Stati Uniti e Asia.

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