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Ciao da Andrea Unger, oggi volevo rispondere a una domanda che mi è arrivata per email che più o meno diceva: ma come mai non dici mai o non fai trading con i tuoi sistemi sul bitcoin?

Dunque è vero, io non faccio trading su bitcoin e su criptovalute. Il motivo per cui mi ha chiesto perché non lo facessi era perché questa persona ipotizzava guadagni maggiori su questo tipo di mercati.
Questo dimostra quanto effettivamente la comunicazione riguardo ai bitcoin e affini sia stata forte, forte appunto tanto da far pensare che si possa guadagnare più che altrove.

E’ vero se si azzeccano, fra virgolette, i trade giusti ma in assoluto questo non è detto, è un mercato sicuramente volatile, molto volatile e quindi come tale spesso mostra movimenti molto ampi.
E’ vero che quindi con movimenti ampi le posizioni prese possono ovviamente portare guadagni maggiori: si muove di più, maggiore l’escursione quindi si guadagna di più.
Però è anche vero che proprio a fronte di questi movimenti così ampi, eventuali stop loss o comunque uscite a livelli decisi per la volatilità o quello che volete saranno anche loro più ampi, perché se io lavoro, chiaro che se lavoro con uscite su un ATR e via dicendo, già questo intrinsecamente sarà una distanza dall’ingresso notevole perché proporzionale al range di movimento del mercato e quindi già di per sé è ovvio che è stata una perdita forte in questo caso.

Ma se anche usassi uno stop fisso monetario, questo pure dovrà essere ampio perché uno stop troppo stretto in un mercato ad alta volatilità -l’unica cosa che porta a essere stoppati in genere- insomma lo stop stretto come risoluzione di tutti i problemi è una leggenda di quelle di chi non fa trading secondo me, perché lo stop va proporzionato al tipo di mercato al tipo di situazione quindi stop stretto su un mercato volatile semplicemente non è efficace e non porta nessun beneficio. Anzi in genere comporta soltanto un elevato numero di posizioni stoppate.

Detto questo o meglio dico questo perché voglio dire che potrei anche avere maggiori guadagni ma ovviamente correrei anche maggiori rischi avendo un’esposizione alla perdita maggiore. Quindi dovendo dimensionare la posizione in maniera ridotta perché se io posso con uno perdere 10 è chiaro che non entrerò con due magari perché, se anche con due possono guadagnare il doppio, è vero che posso anche perdere 20 che potrebbe essere troppo per quello che sono le mie tasche. Però il motivo principale per cui non faccio trading sulle cripto, a parte un ostacolo tecnologico perché non ho un’interfaccia con i mercati, le cripto non hanno ad oggi un’interfaccia che possa essere automatizzabile al cento per cento come interessa a me. Ci sono oggi le soluzioni su cfd, i future, tutte queste cose…

Supponiamo di voler andare lì, ecco supponiamo di voler lavorare lì, il problema a questo punto sarebbe che non saprei cosa fare, nel senso molto semplicemente che è un mercato nuovo, un mercato nervoso, un mercato difficile che ha attraversato fasi già oggi molto diverse, euforia totale, non dico il panico ma anche quello si può dire, movimenti molto nervosi in una direzione e nell’altra, cambi di direzione improvvisi con di nuovo rimbalzi o storni a seconda della reazione che aveva, molto forti e importanti, un mercato che sinceramente non so da che parte voglia andare. Ma se anche lo sapessi potrei eventualmente considerarlo a livello di investimento, ma non di trading con i miei sistemi perché i sistemi, cosiddetti sistemi, non è che siano un’entità algoritmica di intelligenza artificiale che capisce cosa fare sul mercato e una volta capito quello va bene dappertutto.

I sistemi per come li costruisco io sono degli studi dei singoli mercati e agli studi fatti ottengo dei risultati, delle informazioni che poi analizzo e metto assieme per costruire qualcosa che sia fatto su misura quasi per lo specifico mercato. Questo non lo posso fare sulle cripto oggi perché lo storico di informazioni su questi mercati è troppo ridotto, limitato e anche troppo disordinato. Effettivamente sono stati dei movimenti che non mostrano una vera natura del mercato quanto piuttosto un disordine globale da parte degli investitori. Quindi i miei sistemi non essendo purtroppo, se vogliamo dire, ma non esistono i sistemi che vanno bene dappertutto, non esistono sistemi che tu prendi applichi e sputa fuori i soldi, chiaramente non ho mai pensato di mettere su bitcoin per così dire.

In futuro può darsi che lo farò se il mercato dovesse diciamo regolarizzarsi, stabilizzarsi e cominciare a muoversi in una maniera più prevedibile, prevedibile in base a quello che ha fatto fino al giorno prima diciamo così ecco. Per adesso non ne ho necessità, ci sono tutte le commodities, tutte le valute, tutti gli indici a disposizione e ne ho fin troppi in questo momento. Quindi non c’è la necessità di cercare su bitcoin qualcosa, se non magari l’interesse per quel tipo di mercato, ma non ha nulla a che vedere con lo sviluppo di trading system e quindi non è certo il miraggio del guadagno facile che mi spingerebbe lì, non mi serve, non mi interessa.

Ho il mio lavoro che studia i mercati e lavora su di essi senza necessità di andare a cercare la gallina dalle uova d’oro perché sappiamo che non c’è, io lo so, magari sono stolto, magari mi sfugge, però insomma po’ di buon senso ci fa capire che non è facile come potrebbe sembrare e quindi ahimè non ho sistemi su bitcoin perché non saprei costruirli con le informazioni in mio possesso ad oggi. Domani, forse un domani sarebbe, un domani futuribile forse ci saranno.

Ciao da Andrea Unger, alla prossima.

 

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Andrea Unger

Noto per essere l'unico 4 volte campione del mondo di Trading (2008, 2009, 2010 e 2012), Andrea Unger è trader professionista dal 2001 e membro onorario di SIAT (Società Italiana Analisi Tecnica). Autore apprezzato, è spesso ospite di convegni in Europa, Stati Uniti e Asia.

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