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Ciao ragazzi! Ciao da Andrea Unger, Bill Gates mi fa un baffo, basta fare i conti, nel 2008 ho fatto 672% in un anno.

Certificato, operazioni in chiaro, tutto alla luce del sole quindi ho moltiplicato per 6,72, anzi il 7,72 il conto, facciamo quattro conti, non li voglio fare qua perchè sono troppo complicati ma facciamo finta che sia anche soltanto per 7, 7 per 7 per 7 per 7, quanti anni, fate un pò i conti voi, quanti anni bastano per superare gente come il plurimiliardario, ….è fatta.

Una volta ho anche ricevuto una e-mail, hanno visto le performance al campionato e mi hanno detto: se io ti affido un milione di euro, in un anno lo puoi trasformare in quattro e poi il secondo anno in sedici? Sembrava tutto semplice no? Poi per la cronaca gli ho risposto: No non sono capace, se qualcuno afferma di esserlo vai al primo posto di polizia a denunciarlo! Però questo chiusa parentesi nella fattispecie, il punto è che prima di tutto, lasciamo perdere le performance da campionato che sono particolari perché c’è un rischio elevatissimo e non si può certo applicare a tutto quello che si fa, ma prendiamo anche performance basse, se voi fate i conti su un foglio excel e prendete, che so io, un moltiplicatore uno punto due, un venti percento all’anno no? Se lo prendete già, dopo e andate un pò  avanti, vedrete che alla fine dei conti, dopo N anni, il vostro capitale è aumentato veramente in maniera notevole.

E quindi sembra facile visto che nel trading si parla di performance molto maggiori a quello che è un 20%, sembra facile andare avanti galoppando all’infinito verso un’infinità di opulenza generale e via dicendo. E allora perché non lo si fa? Prima di tutto perché è difficile, ma soprattutto perché di fatto ci sono limiti fisici anche, quello che io posso fare con 10 mila euro non posso farlo con 10 milioni di euro, ma non perché 10 milioni mi fanno paura e invece i 10 mila no, semplicemente perché i mercati non mi permettono di fare le stesse cose che facevo con 10 mila euro con 10 milioni di euro; esempi estremi ovviamente, vale con quantità molto più piccole in teoria. Il punto è che prendiamo il Dax Future; il Dax Future, io posso lavorare con un contratto senza problemi, posso lavorare con due, ma se io arrivassi a lavorare con trenta contratti già comincerei ad avere serie difficoltà a vedermi eseguito sempre a livello che ho, già con un contratto c’è slippage, ma con trenta sarebbe maggiore e superando quella soglia comincerei anche io stesso ad influenzare il mercato con i miei ingressi e le mie uscite.

Quindi si arriva ad un punto in cui non sono più un giocatore passivo all’interno dei giochi più grandi di me, diventerei uno di quelli che fanno dei giochi grandi, voi direte: meglio così sei uno che tira le fila! No! in realtà dovrei cambiare completamente il modo di operare, poi che sia meglio o peggio non lo posso dire non conosco quella realtà però di fatto non c’è una dimensione infinita raggiungibile perché i mercati hanno dei volumi e quei volumi bene o male limitano l’operatività; è innegabile ed  è ovvio, per cui quando si fanno i conti di percentuali che crescono, che fanno crescere i conti iniziali a dismisura, a parte l’illusione di poter mantenere quel ritmo perché già questo è tutto un dire no?

Però in generale sappiate che ci sono dei limiti, dei limiti che sei voi siete degli scalper per dire, chi di voi fa lo scalper lo sa, già li ho un limite intrinseco che le operazioni così veloci hanno bisogno di controparti per fare l’eseguito, perché se non ci sono controparti perché abbiamo una PDN così grande, PDN proposta di negoziazione, quantità che chiama il mercato, così grande da eccedere in tutto quello che c’è intorno è ovvio che gli avremmo eseguiti male o per niente addirittura, quindi non c’è una scalabilità infinita nel trading, si ci sono mercati grandissimi dove si arriva a poter salire tantissimo, gli hedge funds ovviamente fanno numeri ben diversi, però il singolo metodo adottato nelle operazioni fai da te nostrane non è scalabile in su come si immagina o come immagina chi non sa veramente come si lavora perché alla fine è questa la realtà e anche lavorando sui Futures, che sono un mercato veramente grande ci sono dei limiti oggettivi cioè quello che si opera su un conto da un milione di euro non si può facilmente replicare su un conto già da 10 milioni e se poi si va su a 100 milioni è veramente difficile costruire un paniere di Trading System sui Future che sia adatto ad una crescita corretta di un capitale di 100 milioni di euro, dove la crescita corretta è quella che potrebbe essere punto di riferimento che desidera tra virgolette l’investitore istituzionale, quindi parliamo di cifre comunque basse, neanche il 20 si accontentano del 12 o anche di meno a seconda dei casi, però per avere quelle crescite, per fare quei guadagni, per avere quel tipo di ritorno già un paniere di Future, i nostri Future quelli che conosciamo è difficilmente utilizzabile con classici trading system perché si superano quelli che sono i limiti di mercato, quello che il mercato avrebbe a disposizione.

Ci sono ingressi scaglionati, invece di entrare con 100 contratti entri con 10 adesso poi dopo un po entri con altri dieci, questo va bene se si opera per il lungo termine, dove io che entro adesso o fra dieci minuti mi cambia poco; ma quando si hanno strategie veloci non dico che ogni dieci minuti le posizioni, però quello che succede fra adesso e dieci minuti può influenzare pesantemente il risultato dell’operazione che magari dura da due ore no? Già percentuale di tempo elevata rispetto alla durata dell’operazione.

Ecco di nuovo che ci si trova in una situazione in cui è difficile gestire l’ingresso e ancora più l’uscita, per cui Bill Gates purtroppo non mi fa un baffo.. e sono ancora qui e vedremo ci stiamo attrezzando comunque.

Ciao ragazzi alla prossima!

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Andrea Unger

Noto per essere l'unico 4 volte campione del mondo di Trading (2008, 2009, 2010 e 2012), Andrea Unger è trader professionista dal 2001 e membro onorario di SIAT (Società Italiana Analisi Tecnica). Autore apprezzato, è spesso ospite di convegni in Europa, Stati Uniti e Asia.

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