E rieccoci ragazzi! Nel secondo articolo eravamo arrivati al punto in cui troppo era…troppo (puoi leggere il primo articolo della serie qui)!!

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Dopo aver identificato la necessità di diversificare il mio portafoglio, crebbe molto in numero di strategie e, a un certo punto, non era più possibile tenerlo sotto controllo in maniera efficiente! C’erano semplicemente troppe cose da analizzare e considerare: cosa funzionava e cosa no era nascosto nel mostro che avevo creato…

Capii che dovevo razionalizzare l’approccio a partire da un modo per decidere quali strategie avrebbero dovuto lavorare e quali no e poi come dimensionarne la posizione in maniera appropriata.

Avendo a che fare con un portafoglio di strategie, mi concentrai sull’aspetto di ciascuna equity, semplicemente considerando la performance più recente. Dopo aver deciso ogni quanto analizzare lo stato dell’arte, alimentai il mio Sistema con i dati giornalieri di perdita o guadagno dei singoli sistemi e, al momento opportuno deciso in precedenza, mi misi ad analizzare i dati. Faccio queste analisi mensilmente, si potrebbero fare anche settimanalmente ma non credo che questo porterebbe a particolari benefici aggiuntivi.

Durante l’analisi controllo una performance a lungo termine (inteso come un periodo di 12-18 mesi) ed una a più breve termine (3-6 mesi), entrambi devono essere positive e quella a breve termine, in proporzione, deve essere migliore dell’altra, in sostanza sono alla ricerca di strategie che mostrano un momentum di performance nell’ultimo periodo: profitti in crescita.

Tutte le strategie che passano questi criteri saranno messe all’opera nel mese successivo all’analisi, quelle che invece falliscono tale esame verranno tenute in incubazione.

Per dimensionare la posizione di ciascuna strategia faccio di nuovo riferimento ai dati di profit/loss giornaliero e, in particolare, valuto per ciascuna il peggior risultato giornaliero storico. Questo parametro verrà usato per stabilire il numero di contratti assieme alla percentuale che sono disposto a rischiare del mio capitale.

I numeri ottenuti possono venire aggiustati ulteriormente (ridotti) prendendo in considerazione il Massimo drawdown di ciascuna strategia ed eventuali correlazioni tra i sistemi.

I passaggi matematici descritti non sono complicati concettualmente ma richiedono tempo e, una volta applicati all’intero portafoglio comportano uno sforzo di calcolo enorme, con mezzi standard a nostra disposizione tutto il processo dura facilmente diverse ore prima di produrre alcuni risultati.

Dobbiamo anche considerare che il nostro basket di strategie va sottoposto a backtest per identificare il set di parametri più opportune da usare (rischio%, long period, short period, ecc.), per portare a termine una tale impresa titanica si decise di sviluppare un software dedicato: TITAN!

TITAN riceve come input i profitti e le perdite giornaliere di tutte le strategie e tutti i settaggi desiderati, come output otterremo la lista delle strategie da mettere live nel prossimo periodo e, per ciascuna di esse, il relativo numero di contratti da usare, tutto veramente semplice! Ma veramente efficace!

Un portafoglio è importante a livello di contenuto (buone strategie) e manutenzione (tutte le operazioni descritte qui sopra), questo è dove io mi trovo oggi, ora è il tuo turno!

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Categorie: Portafoglio

Andrea Unger

Noto per essere l'unico 4 volte campione del mondo di Trading (2008, 2009, 2010 e 2012), Andrea Unger è trader professionista dal 2001 e membro onorario di SIAT (Società Italiana Analisi Tecnica). Autore apprezzato, è spesso ospite di convegni in Europa, Stati Uniti e Asia.

6 commenti

emanuele · 4 settembre 2017 alle 15:46

Ciao Andrea, non ho ben capito come calcolare la posizione, anche dopo aver letto lerry williams… mi spiego meglio facendo esempio:
ipotizzando un capitale di 10.000 euro e volendo rischiare il 2% quindi 200 euro ad operazione, saro’ disposto ad accettare come peggior giorno una perdita di 250 euro diciamo, quindi dovro’ calcolare 200/250 per un totale di 0.8 size quindi potro’ operare con 0.80 di mini lotti ?
Ed ad ogni operazione fatta, dovro’ ricalcolare la size in base al capitale rimasto giusto?
Ora faccio esempio di voler fare questo utilizzando la tua strategia first hour sul dax,
quindi utilizzerò per la prima operazione una size di 0.80 pero’ a questo punto mi ritrovo che il giorno peggiore non avrà una perdita di 250 ma diciamo 400 euro…
a questo punto la prossima operazione mi ritroverò’ con 9600 euro e calcolerò’ come giorno peggiore 400 euro…e cosi via, ho detto correttamente?

    Andrea Unger · 4 settembre 2017 alle 15:53

    ciao Emanuele,
    se hai 2% di massima perdita e capitale 10’000€ vuol dire che massimo puoi perdere 200€.
    se è 2% di massima perdita giornaliera allora calcoli come dici i lotti… e se ti risulta che con il lotto minimo perderesti più di 200€… allora non puoi tradare se non essendo più aggressivo (idem se consideri il 2% della perdita massima per trade)
    il giorno peggiore, se hai un buono storico, sai già quant’è a priori e non varierà granché in futuro.
    comunque il tuo discorso è corretto sul DAX. ti ritroverai con 9600 e 400 di massima perdita, che userai successivamente come max daily loss (e avrai in realtà operato con un rischio del 4% anziché del 2% per quel giorno).
    un saluto

      emanuele · 4 settembre 2017 alle 17:58

      Grazie per la risposta, noto che come sempre sono gli storici che fanno la differenza nel programmare poi una buona strategia che dia risultati senza sorprese.
      un’ultima cosa, quale puo’ essere una percentuale di max perdita su capitale (non per singola operazione) prima di decidere se mettere in pausa una strategia? un 15% 20% o meno?
      consigli di lavorare con size fisse o variabili in base al capitale rimasto?
      grazie

        Andrea Unger · 5 settembre 2017 alle 08:40

        Si lavora sempre in martingala (meno capitale = size più piccole). Per la percentuale massima ahimè non c’è LA regola… ma occorre avere UNA regola (basata probabilmente sul mal di pancia che uno ha…) e rispettare quella…

David Guerin · 18 settembre 2017 alle 11:01

Ciao Andrea.
Sono David e volevo ,se possibile, un chiarimento sull’ argomento della ripartizione dei contratti in base al capitale,al rischio e al wcs.
Ogni strategia deve avere una fetta di capitale sulla quale fare il calcolo descritto o ,se ho più strategie, faccio il conto per tutte sul capitale totale?
Nel tuo libro “Trattato sul money management” è presente anche questo argomento?
Grazie,ciao.

    Andrea Unger · 18 settembre 2017 alle 11:19

    Nel libro si parla del concetto di portafoglio a livello di quale capitale considerare, nel corso Portfolio Secrets questo aspetto è approfondito ulteriormente. In definitiva la scelta è lasciata al trader (così come per un modello qualsiasi di position sizing) che dovrà però valutare i pro e i contro e procedere nella modellazione di conseguenza.

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