Oggi narrerò il mio percorso e sarà infarcito di tanti particolari che ti saranno utilissimi, se non indispensabili, per la costruzione del tuo percorso personale come trader.

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Oggi faccio trading con più di 80 strategie attive ma quali sono stati i passi che mi hanno portato fin qui?

La mia è una storia di successo anche se il traguardo più importante è l’essere ancora sul mercato, dopo aver visto di tutto, purtroppo anche storie tristi di persone che si sono rovinate.

Tutto ha avuto inizio nel 2001 e la partenza era stata operando sui Covered Warrant, di fatto un videogioco e qualcuno forse ricorderà la mia prima esperienza “didattica” con “le lezioni di Smodato”, una guida in 20 capitoli dedicata all’operatività su quegli strumenti.

Da laureato in ingegneria , conscio che le cose sarebbero cambiate, mi sono affacciato al mondo del trading sistematico e il primo approccio è stato una delusione cocente. Per quanto mi sforzassi di seguire le regole apprese su internet (mischiare indicatori su indicatori) non trovavo niente di niente che funzionasse.

E’ stato un amico, un trader eccezionale, Domenico Foti, che mi ha indirizzato verso uno sviluppo concreto ed è stato effettivamente più semplice del previsto: ogni strategia prevedeva una costruzione a blocchi di regole. Solitamente si lasciava che il mercato si muovesse per qualche tempo. Poi, all’interno di una finestra temporale variabile a seconda delle regole, si inserivano gli ordini a rottura di livelli importanti (di solito il massimo o minimo di giornata fino a quel momento), stop loss o chiusara a fine giornata, ecco tutto. Le regole erano basate su concetti logici, perlopiù compressioni o esplosioni di volatilità, come per esempio porre un limite all’escursione degli ultimi 5 giorni.

La conferma di essere sulla strada giusta l’ho avuta nel 2004 partecipando ad un corso di Larry Williams, operatività diversa ma stesso approccio a regole.

Nel 2005 la prima prova agonistica, il toptraderdiborsa, campionato a quei tempi europeo, a 3 mesi, con una vittoria col 61%. Avevo utilizzato una strategia su EuroFX con quattro diverse regole a blocchi, e posizioni tenute overnight.

Non contento di quel traguardo mi sono spinto oltre partecipando al campionato del mondo nel 2008. Con il traguardo più ambizioso e la consapevolezza che una sola strategia non sarebbe stata sufficiente, ho deciso, dopo una parentesi discrezionale, di affidarmi a 4 diversi sistemi, quello sull’EuroFX già citato, un trend following intraday sul Dax, un trend following intraday sul FIB ed una strategia controtrend su miniSP500, scelta per avere una diversificazione reputata valida. Il controtrend l’ho applicato al mercato con la maggior caratteristica meanreverting ovvero il miniSP500.

Grande annata con grande risultato finale: 672%, e la decisione di procedere oltre per raggiungere un obiettivo che nessuno era mai riuscito a perseguire: 3 vittorie di fila.

La decisione più ovvia era di continuare con il mix di strategie scelto, tutto bene anche nel 2009 quindi? Non esattamente…

Per ricapitolare, all’aumentare delle ambizioni deve associarsi anche un aumento di diversificazione, per cogliere più opportunità e potersi bilanciare meglio, quindi non una sola strategia (anche se ottima) ma un mix che cerchi di diversificare l’operatività.

Questo è vero per un campionato della durata di un anno ma ancora di più se si vuole fare del trading la propria professione. E’ stato il mio primo passo seguito da un grande successo ma poi qualcosa è andato storto, cosa?…

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A prestissimo,

Andrea

Categorie: Portafoglio

Andrea Unger

Noto per essere l'unico 4 volte campione del mondo di Trading (2008, 2009, 2010 e 2012), Andrea Unger è trader professionista dal 2001 e membro onorario di SIAT (Società Italiana Analisi Tecnica). Autore apprezzato, è spesso ospite di convegni in Europa, Stati Uniti e Asia.

2 commenti

Il Motore Ingolfato – UngerAcademy.it Blog · 7 luglio 2017 alle 14:15

[…] il primo post legato al training sulla gestione di portafoglio abbiamo passato in rassegna l’approccio al […]

Il Puzzle Ricomposto – UngerAcademy.it Blog · 10 luglio 2017 alle 09:36

[…] E rieccoci ragazzi! Nel secondo articolo eravamo arrivati al punto in cui troppo era…troppo (puoi leggere il primo articolo della serie qui)!! […]

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