Alcuni giorni fa ho chiesto aiuto – avevo qualche domanda finendo il nostro nuovo corso di formazione per la gestione del portafoglio.

La risposta è stata travolgente: abbiamo avuto CENTINAIA di risposte al nostro questionario e ci hanno aiutato a raffinare il nostro prodotto in modo che copra esattamente ciò che i nostri lettori devono sapere sulla gestione di portafogli di strategie di trading.

La lettura delle vostre risposte al questionario mi ha però lasciato un senso di incompletezza e anche un po’ di rabbia, non nei vostri confronti ovviamente ma di quella parte dell’industria del trading che veicola informazioni fuorvianti e, spesso, decisamente sbagliate, e quel che è sbagliato in questo mestiere è anche pericoloso!

Così ho deciso di reagire mettendo in chiaro alcuni concetti base spesso travisati. A tale scopo, ho creato un report su alcuni punti basilari per la gestione di portafoglio, punti che credo siano di fondamentale importanza per voi tutti.

Eccoli:


I 21 segreti per gestire al meglio il tuo Portafoglio di Trading System

  1. Come devo considerare l’insieme dei DD (Drawdown) dei singoli TS (Trading System) in relazione al DD di portafoglio? Se ho 10 TS con l’1% di DD massimo per ciascuno, è giusto pensare di avere un DD massimo atteso di portafoglio del 10%?

Il peggior caso possibile rappresenta chiaramente la somma aritmetica di tutti i Drawdown ma un evento del genere, pur non potendo dire che è impossibile, è talmente improbabile da non poter realmente venire considerato.

Tutto dipende da quando accadono i singoli Drawdown e, se il mix di strategie è costruito proprio cercando di evitare casi di ripetute crisi contemporanee, ci potrà ottenere una cooperazione che manterrà i livelli di perdita lontani dal Worst Case Scenario assoluto.

  1. Quale configurazione di TS adottare in caso di mercati poco volatili?

I TS nascono per affrontare i mercati in tutte le condizioni, non esistono settaggi appropriati per le fasi di bassa volatilità perché, se anche fosse possibile, il problema si sposterebbe poi ad identificare tali fasi. In generale è bene avere un portafoglio con la massima diversificazione possibile così da unire strategie naturalmente inclini a ben fronteggiare i mercati calmi con altre per momenti più turbolenti, chiaramente ciascun modello, se ben costruito, resisterà durante le fasi a lui non consone e non porterà perdite esagerate.

  1. Per gestire correttamente un portafoglio di TS servono competenze di programmazione?

Dire che si possa gestire tutto senza sapere accendere un computer sarebbe azzardato ma esistono strumenti tali da essere semplicemente utilizzati senza dover conoscere il modo in cui sono programmati né dover scrivere ulteriori codici, è quindi possibile gestire un portafoglio senza competenze specifiche che però non guasterebbero se fossero acquisite.

  1. Quali piattaforme/strumenti occorrono per analizzare e gestire un portafoglio di TS?

Si può partire da un foglio Excel fino a spingersi sui vari software, Amibroker offre lo strumento forse migliore anche se di non facile apprendimento, Multicharts ha anche un tool per unire strategie che, pur avendo alcuni limiti, offre discrete possibilità di pianificazione. Unger Academy utilizza invece un software di proprietà che, alimentato con i risultati giornalieri delle singole strategie, permette un’analisi approfondita di quale possa essere il mix migliore per affrontare i mercati.

  1. Se sono un trader discrezionale posso comunque applicare le teorie sulla gestione di portafoglio?

Le teorie sono valide per ogni approccio ma, metterle in pratica senza dei dati oggettivi, diventa molto più difficile, aggiungiamo poi la considerazione che operare discrezionalmente limita in qualche modo la possibilità di diversificare per le limitate capacità umane di seguire molti mercati contemporaneamente, in questa maniera si perdono i presupposti per una costruzione efficiente di un portafoglio.

  1. Esistono dei metodi meccanici per staccare una strategia che non sta più funzionando come dovrebbe?

Esistono parecchie regole e nessuna regola, il buon senso è ciò che deve prevalere partendo dalla considerazione che si deve utilizzare UNA regola. Per fare un esempio estraneo al trading potremmo dire che una regola da seguire potrebbe essere di fare una settimana di dieta nel caso l’ago della bilancia indichi la crescita di 1 kg, ciò rappresenta un mix di buon senso con una regola più o meno matematica, non vi sono fondamenti scientifici dietro a tale scelta ma averla impostata può aiutare a mantenere il peso ideale. Nel trading funziona allo stesso modo, pur non essendoci LA regola per decidere quando un sistema si è rotto (o funziona peggio del solito auspicando una pausa operativa) è buona norma stabilire dei paletti numerici per non dover lasciare le decisioni allo stato d’animo del momento. In generale comunque le regole che si possono costruire si basano sull’allontanamento dalle medie di indicatori di performance del sistema.

  1. Esiste un numero minimo di TS da detenere in portafoglio? E uno massimo?

Il minimo si potrebbe porre uguale a 2…

Non esistono massimi se non limitati dal capitale a disposizione.

  1. Diversificando al massimo, è possibile raggiungere una situazione nella quale un portafoglio non chiuda mai una settimana in negativo?

Purtroppo ciò è molto difficile e non deve diventare un obiettivo pena una perdita di motivazione dovuta a frustrazione. Nel trading è importante avere una visione di medio-lungo periodo e ragionare su un orizzonte troppo vicino (settimanale) diventa un modo troppo aleatorio di procedere. L’unica regola valida è di non perdere mai troppo in maniera da poter sempre restare in corsa!

  1. È possibile un approccio attraverso il quale andare ad attivare o disattivare i sistemi in base all’andamento dell’equity line?

Questo è sicuramente possibile ed è uno dei metodi più usati nell’industria.

  1. Si possono usare diversi sistemi che lavorino su logiche diverse su un unico strumento?

Assolutamente si ed è anzi opportuno farlo, come unico accorgimento si dovrà stare attenti a come lavora il software al quale ci si affida per la gestione degli ordini. L’obiettivo è il non generare confusione tra il numero netto di contratti a mercato e i contratti di ogni singola strategia, possono presentarsi infatti casi in cui una strategia sia long ed un’altra short portando a non detenere alcuna posizione lato broker ma 2 posizioni “teoriche” in essere lato macchina.

  1. È meglio avere un unico TS che lavora su diversi strumenti o diversi TS che lavorano su un unico strumento…

… scarica qui gli ultimi 11 segreti

 

Categorie: Portafoglio

Andrea Unger

Noto per essere l'unico 4 volte campione del mondo di Trading (2008, 2009, 2010 e 2012), Andrea Unger è trader professionista dal 2001 e membro onorario di SIAT (Società Italiana Analisi Tecnica). Autore apprezzato, è spesso ospite di convegni in Europa, Stati Uniti e Asia.

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