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Bentornato!

Andiamo subito al dunque, perché oggi ho molte cose da dirti!

Qui troverai alcune riflessioni derivate dalla mia esperienza personale, le quali cercano di spiegare come ho “vissuto” gli avvenimenti relativi a certi aspetti del trading. Penso che molti di voi si potranno riconoscere in alcuni, se non in tutti questi pensieri. Mi auguro che siate tutti passati alla fase successiva in modo profittevole come nel mio caso. In caso contrario (o anche se ci sei riuscito), spero che quanto ti dirò qui ti aiuti ad arrivare nel posto giusto per te.

In generale, esistono due tipi di trading: Discrezionale e Sistematico. Quale dovresti scegliere?

Questo è il dilemma. Probabilmente si tratta della domanda più importante riguardo al proprio approccio al trading. La questione può essere ulteriormente approfondita con dubbi di altro genere:

  1. Che cosa vuol dire “discrezionale”?
  2. Che cosa significa “sistematico”?

Per quel che ho imparato al riguardo, posso dire che sono entrambi degli ambiti enormi, ma che esistono dei confini chiari a dividere questi due approcci. Tali confini sono determinati da questo fatto: se è il trader che deve decidere se e quando aprire una posizione, allora il trading è di tipo discrezionale.

A prescindere dall’approccio, qualunque mercato ci dà dei segnali per l’apertura o la chiusura di un trade. Queste indicazioni possono provenire da un software automatizzato preconfigurato, da un setup grafico tracciato dal trader, o semplicemente da una sua crescente sensazione istintiva. Ad un certo punto, dentro di noi arriva sempre una voce che ci indica di entrare a mercato. Se abbiamo la possibilità di decidere se ascoltare o meno questa voce, allora siamo dei trader discrezionali.

Andiamo ora ad approfondire il tema del trading discrezionale. Quest’ambito è costituito da tre principali approcci:

  1. Il Video Gamer: decide basandosi puramente sull’istinto.
  2. Il Chartista: decide in base all’osservazione dei grafici.
  3. Il Grilletto Facile: decide in base alla sensazione del momento in cui si genera un segnale automatico.


 

Il Video Gamer

Questo primo gruppo è quello a cui ambisce la maggior parte delle persone. Tutti sperano di avere tanto talento da potersi semplicemente sedere davanti a un monitor, guardare le quotazioni passare, comprenderne il possibile andamento successivo e, infine, prendere le proprie decisioni in merito alla direzione con cui entrare a mercato.

Piazzarsi davanti a uno schermo a guardare i prezzi durante tutto il giorno aiuta effettivamente a farsi un’idea dei movimenti in atto; tuttavia, agire di conseguenza e gestire la posizione che andrai ad aprire non è così facile come sembra.

Per far parte di questo insieme di trader è necessario del talento autentico, ed è molto bassa la percentuale di persone a cui è toccato questo dono. Le capacità possono essere sviluppate, ma per avere successo con questo stile di trading è necessario uno speciale carburante cerebrale; una cosa non certo da tutti.

Non sarebbe male operare sui mercati come se fossero un videogioco, ma proprio come nel caso dei videogiochi, esistono ragazzi di incredibile talento e molti altri che sono un vero disastro.

Considerando che di solito tali giocatori sono piuttosto giovani – e la gioventù aiuta in termini di tempi di reazione, concentrazione e velocità – non dobbiamo dimenticare che invecchiando le cose si fanno sempre più difficili, a prescindere dall’abilità di ciascuno di noi. Accade esattamente lo stesso con questi trader che si basano sull’istinto.
 

Il Chartista

Il secondo tipo di trader discrezionale è solito costruire un modello con degli indicatori o altre cose simili, sulla base di cui prende le proprie decisioni. A volte tracciano un semplice incrocio di medie mobili, altre volte dei complessi grafici a colori con linee e punti che si muovono da tutte le parti (i cosiddetti “decision maker”).

Tali grafici sono costruiti in base all’esperienza e all’osservazione, conducendo spesso a risultati piuttosto buoni, se il metodo sottostante risulta solido. Il problema è che normalmente è necessario molto tempo per sviluppare un modello decente nella maniera adeguata, e un tempo altrettanto lungo per determinare se tale modello sia davvero valido.

Quel che in realtà manca a questo approccio è una valutazione delle aspettative: tutto è svolto tramite l’osservazione, molto raramente sulla base di un vero e proprio calcolo di “quanto” avrebbe fatto la strategia negli ultimi X anni.

L’utilizzo di una strategia si basa normalmente su un periodo di osservazione molto breve, mancando di robustezza e stabilità nel lungo periodo.

Osservando il comportamento dei prezzi su un certo periodo, se ne può derivare una buona percezione; siccome, però, questo viene fatto “manualmente”, tale periodo non potrà essere molto esteso e non potremo mai essere certi che il metodo che abbiamo costruito abbia sempre funzionato o che continuerà a farlo a lungo.
 

Il Grilletto Facile

Il terzo gruppo dispone di generatori di segnale, tanto del tipo che abbiamo appena visto, quanto di software che forniscono informazioni per l’ingresso a mercato o l’uscita. In questo caso, comunque, sono i trader che prendono la decisione se abbia senso o meno seguire ciascun segnale.

Se l’indicazione del segnale non risulta in linea con il loro istinto del momento, non entrano a mercato. Allo stesso modo, spesso decidono di chiudere un’operazione non appena raggiunto un profitto accettabile; questo a prescindere dalla struttura della loro strategia, che magari gli indicherebbe di attendere ancora per ricavarne un guadagno maggiore.

Al contrario, quando sono in perdita, potrebbero decidere di non uscire al livello di stop loss, sentendosi sicuri di un’inversione dei prezzi.

Questo tipo di operatori sono spesso dei trader sistematici a cui manca la fiducia nel proprio sistema, quindi cercano di aggiustarlo con degli interventi personali. A volte le loro decisioni sono anche giuste ma, considerando un periodo più lungo, mediamente l’azione umana su dei segnali generati dalla macchina conduce a veri e propri disastri.

Quel che accomuna questi tre approcci è la necessità di essere lì presenti per premere il pulsante del mouse. Al Video Gamer serve una presenza molto forte ed elevata, mentre il Chartista e il Grilletto Facile godono di un maggior grado di libertà. Tuttavia, a causa delle loro esigenze, tutti e tre portano a un alto livello di stress.

Piazzarsi davanti al monitor a gestire le proprie operazioni può darti l’impressione di avere il controllo del mercato. Potrebbe indurti a pensare di avere tutto sotto controllo: il tuo denaro, i prezzi e i profitti, come un giocoliere. Questo potrebbe anche essere vero, ma è chiaro a tutti anche di quanta concentrazione abbia bisogno un giocoliere…


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Questo è ciò che pensai e tuttora penso riguardo al trading discrezionale; avendo acquisito una notevole esperienza dei mercati, a volte effettuo dei trade discrezionali usando un mix di tutti e tre gli approcci. Può essere divertente, una sorta di nuova scoperta. Tuttavia, considerando tutte le questioni precedenti, ho preferito orientare la mia mente verso i trading system. Avrei dovuto ottenere dei risultati più facilmente, giusto?

Mi ritenevo una persona intelligente. Pensavo davvero di poter programmare il miglior sistema esistente, semplicemente perché mi consideravo abbastanza intelligente per raggiungere tale obiettivo.

Ho imparato piuttosto in fretta come programmare nel linguaggio di TradeStation, EasyLanguage, disponendo anche di dati a sufficienza per iniziare a testare le mie idee. È fantastico poter testare le proprie idee!

Sì, ma di quali idee stiamo parlando?

Sviluppare un sistema di trading mi apparve all’improvviso come una delle cose più complicate.

Da dove cominciare?

Cosa fare?

Mischiare degli indicatori per ricavarne dei segnali è stato il mio primo tentativo per uscire dal tunnel: per capire come muovermi, lessi un sacco di cose di analisi tecnica e dei post di certi forum ben noti. Poi, però, ho iniziato a farmi prendere dalla disperazione, appesantito da domande come:

Perché le mie idee non hanno funzionato?

e:

Cosa c’era di sbagliato nelle mie entrate ed uscite?

e ancora:

Quale approccio dovrei cercare di padroneggiare?
Infine, si tratta una strategia profittevole?

Così iniziai a cercare fra i trading system in vendita su internet, tutti presentati in maniera molto elegante e con concetti sottostanti apparentemente molto complicati. Quando lessi quei codici, pensai di aver capito perché le mie idee non stessero funzionando e che avrei dovuto metterci molto più impegno. I codici alla base di quei sistemi mi stavano davvero mostrando che il trading non è un’attività adatta a tutti, che soltanto un vero scienziato potrebbe ricavarci qualcosa!

Con un certo compiacimento, applicai tali sistemi sui grafici e fu in quel momento che scoprii una verità sorprendente:

quei sistemi tanto costosi e complicati non facevano soldi, esattamente come le mie idee.

Così, mi dedicai di nuovo alla lettura. Trovai un interessante concetto che mi risuonava molto bene in termini di sviluppo, secondo il quale avevo bisogno di un metodo: di un setup, di un trigger nonché della gestione della posizione. Tutto molto semplice e lineare, ma…

Che cos’era esattamente un “setup”?

E:

Cos’era un “trigger”?

Infine, ma non per questo meno importante:

Come avrei dovuto gestire la mia posizione?

Sono passati molti anni da quei giorni e, se non avessi conosciuto un amico che era già all’opera nello sviluppo di sistemi, potrei trovarmi ancora lì a cercare una soluzione. Questa persona decise di collaborare con me, quindi mi passò un codice base per sviluppare sistemi, davvero stupido nella sua semplicità; ma tale codice ribaltò i concetti che avevo appreso. Non partiva da un setup andando in cerca di un trigger, bensì il contrario: prendeva inizio da un trigger, andando poi a perfezionare i setup… Pazzesco? Forse, però mi mostrò dei risultati, proprio ciò che mi serviva!

Continuai ad approfondire la questione e riuscii a sviluppare dei primi sistemi profittevoli: davvero un inizio in scioltezza! Si trattava di comprare o vendere al breakout di determinati livelli seguendo un trend in formazione, semplicemente acquistando a prezzi più alti se questi erano in aumento o vendendo a prezzi più bassi se stavano scendendo… Troppo bello per essere vero.

Forse siamo nati tutti con una mente in controtendenza: pensiamo che quando i prezzi scendono sia una buona occasione per comprare, mentre, quando i prezzi aumentano, restiamo fuori dal mercato perché “sono saliti troppo”. Il mio amico mi suggerì di fare l’opposto: “Segui il trend!”, mi diceva.

Alla fine, quindi, realizzai i miei primi sistemi e li misi in pratica. Guadagnai anche un po’ di soldi, ma era niente in confronto alle mie aspettative.

Perché nell’operatività effettiva ottenevo dei risultati diversi rispetto ai test? Lì scoprii improvvisamente la verità sui mercati. La teoria dice che gli “ordini Limit” non hanno slippage e che gli “ordini Stop” possono essere eseguiti con slippage. Io scoprii come si può avere più slippage con gli ordini Limit che con gli ordini Stop. Questo non era possibile secondo le mie credenze, dato che i miei concetti di “Limit” e “Stop” seguivano ovviamente la teoria che avevo appreso. Tuttavia, questa rappresenta soltanto un punto di vista limitato, mentre l’esperienza mi ha mostrato una realtà ben diversa.

In seguito, riscontrai dei limiti nel software. La mancanza di informazioni adeguate può condurre a un cattivo back-testing, di solito più ottimista che nella realtà; operare in tempo reale mostrerà il rovescio negativo della medaglia.

Lavorare su timeframe più alti senza dati infra-barra rappresenta un modo sicuro per sopravvalutare i risultati di un sistema. Il computer stesso mi tese dei trabocchetti inattesi e mi lasciai ingannare dai numeri.

Infine, cosa non certo meno importante, bisogna dire che la teoria del back-testing mostra un mondo perfetto in cui ogni trade viene preso: che gran differenza rispetto alla realtà! Eventuali interruzioni della connessione, problemi tecnici del broker e alta latenza nell’invio dell’ordine sono solo alcuni degli ostacoli che incontri quando operi con soldi veri. Come dice la legge di Murphy:

“Mancherai solo i trade vincenti, mentre prenderai tutti i perdenti!”

Questi erano quindi alcuni esempi della mia esperienza nel passaggio dalla teoria alla pratica. La pratica effettiva del trading permette di considerare le cose nel loro contesto reale. Io sono stato in grado di capirle nella maniera corretta, o perlomeno “onesta”. Ora potrei fare dei soldi, anche se meno di quanto indica la teoria…

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