Futures backadjustment

Ciao ragazzi, ciao da Andrea Unger! Vorrei oggi brevemente parlare del backadjustment dei contratti futures. Ma che cos’è? Back-adjustment, aggiustamento all’indietro insomma, ed è quello che succede effettivamente.

I future come voi sapete sono contratti a scadenza: hanno scadenze mensili, trimestrali insomma ogni future ha le sue caratteristiche. Fatto sta che un determinato contratto lo possiamo utilizzare solo fino a un certo punto, dopodiché non ci è più permesso operare su quel contratto e dobbiamo passare sopra quello successivo. E se osserviamo, prendiamo per esempio il “crude oil”, il petrolio: ecco il petrolio ha delle quotazioni che rollano, cambiano mensilmente le scadenze e se confrontiamo quello che sta quotando il contratto giugno, per esempio, con quello che sta scambiando il contratto luglio vediamo che nei prezzi c’è, in genere, una differenza di un certo valore. Certo valore che dipende da un numero di variabili che adesso non stiamo ad elencare che non è lo scopo di questo video.

Quindi, se io ho giugno che scambia qui e luglio che scambia qui con movimenti comunque ovviamente in linea no, perché sempre quello è. È chiaro che se passo da giugno a luglio ho un gap, ovvero se io nei miei grafici fino a qui uso giugno e poi di colpo uso luglio, ok? Io qua ho un salto, supponiamo che sia in positivo – a seconda della situazione può essere positivo o negativo –  ho un salto che in realtà non è monetario per la mia posizione: se io sono entrato qua e esco qua questo pezzo qui non è che lo guadagno perché è un salto virtuale, in realtà io è come se qui io avessi chiuso la posizione e l’avessi riaperta qui, no? Allora il problema che spesso avviene questo crea dei problemi sui grafici: pensiamo anche a una media mobile sulle chiusure. È chiaro che la media mobile, poverina, tiene conto di questo salto e lo computa nel proprio calcolo, ma in realtà non esiste, non è un salto reale di prezzo quindi falsificherebbe quello che è l’andamento della media.  Allora cosa fanno i provider di dati? I provider di dati fanno il backadjustment ovvero quando si passa su una nuova scadenza prendono tutti i dati precedenti e li aggiustano in maniera che questo pezzo si agganci a quello. Come fanno? Beh il metodo più semplice è quello aritmetico: dove praticamente si prende questa distanza – supponiamo che sia 0,5 – e questo 0,5 viene sommato a tutti i prezzi passati, quindi tutta la serie storica si alza fino a che non si aggancia lì.

Un altro modo è di calcolare il rapporto fra le due serie, quindi fare la divisione, e poi moltiplicano tutta la serie passata per quel rapporto finché ancora una volta si adegui. Benissimo, bellissimo, utilissimo per quello che riguarda l’utilizzo di indicatori. Qual è il problema che potrebbe creare? L’unico reale problema che questo … due problemi fondamentali, non è l’unico. Il primo, il più evidente è che ci possono essere casi in cui, se l’andamento non è questo, ma in realtà questa serie si trova sotto, in cui si va nel passato e si trovano sulle serie storiche prezzi negativi. Eh succede. Se guardate i bonds o i meats trovate delle situazioni di questo genere, quindi ovviamente in quelle condizioni è tutto un po’ falsato, insomma è una cosa che non ha nessun senso. Per cui o si va fino a un certo punto oppure si prendono altre, altre misure e via dicendo. Un altro problema è che se uno fa una ricostruzione o un ragionamento un po’ più vasto si trova andando indietro nel tempo – a dei livelli magari di massimo storico o di minimo storico – che poi in realtà non sono più il prezzo che era veramente stato scambiato a quel tempo. Se io ho un massimo storico a 150 e poi però per dodici volte all’anno per dieci anni, per 120 volte l’ho spostato di 0,5 per dire io quel 150 ce l’avrò a.. boh… 184.

Ecco a quel punto io ho un massimo storico a 184 che in realtà è un prezzo mai scambiato per quella commodity. Che sia utile o meno come informazione non lo so, dipende dall’analisi che ciascuno vuole fare, però bisogna esserne consapevoli. Io uso sempre i dati backadjusted perché le dinamiche che vado a studiare hanno bisogno di un andamento di prezzi che sia logico tra di loro quindi devo per forza leggere questo andamento senza considerare questo gap che non esiste, però sono anche consapevole che ovviamente non posso lavorare con prezzi negativi e se voglio andare a studiare certe caratteristiche di mercato come i massimi assoluti raggiunti devo considerare quali erano quelli reali e non quelli che invece magari vengono fuori da un conto che diventa puramente matematico. Questo a grandi linee è il backadjustment, non va in automatico: se avete i dati caricati sul server dovete ricaricarli tutti una volta che sono stati registrati dal vostro fornitore dati, cancellando quelli vecchi o sovrascrivendoli, che non è automatico.  Se invece il fornitore dati ha i dati sul server lo farà lui e caricherà il grafico nuovo sarà già aggiustato.

Attenti a come lo usate, ma penso che sia necessario se fate dei trading system, ciao ragazzi ci vediamo!


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Il mercato valutario

Ciao ragazzi, ciao da Andrea Unger, vediamo qualcosa sul mercato valutario e qui uno potrebbe già scegliere tra Futures valutari o Forex.

La scelta non è facilissima, sicuramente per chi dispone a livello di trading di capitali non elevati conviene andare sul Forex perchè la scalabilità al ribasso coi Mini-lotti e Micro-lotti permette comunque di adeguarsi al livello di capitale messo a disposizione.

La controparte è che non sono mercati regolamentati quelli del Forex, quindi ci si potrebbe non sentire a proprio agio e si potrebbe preferire rivolgersi ad un mercato sui Future che invece è un mercato ufficiale con tutti i sacri crismi no?

Ecco diciamo che sui Future, noi abbiamo diversi Future valutari e parliamo di Euro-Dollaro, il British Pound Future, il Japanese Yen Future, l’Australian Dollar, il Neozelandese Dollar poi c’è lo Swiss Franc e Mexican Peso, forse mi dimentico qualcuno ma non ritengo che sia importantissimo perchè già con questi ce n’è abbastanza. A livello sistematico per quello che interessa a noi, sicuramente Euro e British Pound sono quelli più semplici da trattare anche se insomma negli anni hanno deteriorato parecchio le loro caratteristiche di tradabilità, di risposta ai modelli e via dicendo e lavorano sia in trend che contro trend tutti e due per cui si può veramente cercare anche con certi Bias si può sviluppare diversi tipi di sistemi, tenendo conto che in ogni caso uno stop sempre adatto sono quei classici cento pips del Forex, sono i cento tic in questo caso che, quello è uno stop, valore attorno di questo stop, che sono utilizzabili per diversi tipi di strategia che sia intraday che overnight, quindi l’ordine di grandezza è quello.

Lo Yen Giapponese è un pò più difficile, anche se offre belle opportunità perchè ogni tanto si fa di quelle cavalcate che se uno è nel posto giusto in quel momento ha piacere a portare a casa un bel gain, però è più difficile ed è più rispondente a strategie contro-trend, però ripeto concentrarsi sullo Yen potrebbe non essere semplice in prima istanza. Tra l’altro il Future sullo Yen è reciproco del Forex US Dollar – Japanese Yen che noi abitualmente conosciamo.

Il dollaro australiano è un Future comunque diventato sufficientemente liquido negli anni e risponde bene a principalmente al trend-following, il Neozelandese, anche lui ha una liquidità accettabile anche se non è poi liquidissimo però va abbastanza bene anche lui con trend-following però è già un pò più nervoso  rispetto all’Australian Dollar, lo Swiss Franc risponde bene a contro-trend e a trend-following, è interessante oggi perchè oggi è completamente, no completamente no, ma è staccato dall’Euro-Dollaro siccome non c’è più il livello di blocco che c’era prima imposto dalla banca svizzera, però è un mercato che potrebbe essere un’alternativa valida all’Euro-Dollaro. E poi il Mexican Peso che l’ho messo giusto per completezza, non è facile trovare strategie sul Mexican Peso, è liquido, è liquido abbastanza però è un mercato che si muove in maniera strana, per cui sviluppare dei modelli sul Mexican Peso potrebbe non essere il massimo della vita.

Quello che notate qui stando sui Future valutari è che è una gamma abbastanza ridotta pur essendo una lista lunga. Se noi andiamo sul Forex abbiamo le coppie valutarie che ce ne sono molte di più e ci sono incroci interessanti come l’Euro-Yen per esempio, qua dovremmo crearci qualcosa, mi sembra che ci sia un Future, non vorrei dire boiate, forse c’è un future anche sull’Euro-Yen però penso che abbia la mamma di chi l’ha creato e forse il fratello minore costretto da chi l’ha messo come operatore, non penso che abbia dei volumi accettabili. Quindi sulle coppie valutarie noi potremmo creare, lavorare su degli incroci più interessanti, anche sufficientemente liquidi perché il Forex è sempre molto liquido e quindi esplorare diversi tipi di strategia. Ripeto come al solito, il vantaggio del Forex è la estrema scalabilità, che è sempre un vantaggio e lo svantaggio è che non è regolamentato, e come tale può creare dei problemi se non si ha l’accortezza di scegliere un broker serio, provatamente serio, serio nei momenti di difficoltà, e non ci si affida soltanto a chi offre i migliori bonus del momento diciamo.

Questo è quanto, i mercati da considerarsi sicuramente nella diversificazione, state con noi, altro a venire


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Avere una rendita mensile con il trading

Nota d’aggiornamento:

Voglio chiarire un concetto, viste le molte domande che ho ricevuto a riguardo: ritengo che si possa assolutamente vivere di trading, ma non sarà mai come timbrare il cartellino. Ho voluto sfatare un mito troppo spesso propagandato e che crea false illusioni. Vivere di trading si può, non significa però portare a casa lo stipendio ogni mese, in quanto potranno sempre capitare mesi in perdita.


Ciao ragazzi, ciao da Andrea Unger. Una domanda che spesso mi viene posta è come faccio a costruirmi una rendita mensile col trading, oppure, girata in altra maniera, vorrei fare questo perché vorrei costruirmi una rendita mensile o aggiuntiva o addirittura sostitutiva, uno stipendio no?

Ecco, inizio col dire che non reputo molto saggio ragionare in questa maniera perché vedendo quello che succede a me, quello che succede a tanti trader miei colleghi, vi posso assicurare che la stabilità delle entrate del trading non è così lineare come servirebbe per questo obiettivo.

Ci sono mesi in perdita, è normalissimo, fa parte del trading, è importante che nel lungo periodo ci sia il guadagno.

Però, nel caso della rendita mensile, se dovesse essere addirittura lo stipendio, vi rendete conto che guadagnate 1, 1, 1, se poi perdete 3, ritornate al punto di partenza. Magari avete speso qualcosa, siete pure sotto, oppure avete bisogno dei soldi, non potete permettervi cadute di questo genere. Quindi l’idea che a volte viene anche proposta del trading for income, o cose di questo genere, in realtà è un modo markettaro di vendere una cosa che non è, in realtà, possibile.

Oddio, ci sono tanti modi che assicurano andamenti abbastanza lineari delle entrate, voi salite, salite, salite finalmente, vi sentite in cima, vi sentite arrivati. Però quei metodi nascondono spesso quel rischio che tutto di colpo succede questo. Io non sto qua a gufare, non è che voglio gufare, però è un dato di fatto, è vero, ci sono fondi, fondi internazionali che hanno mostrato equity line di questo genere e questo risultato. Perché il metodo che adottavano per permettere questo, aveva questo rischio e prima o poi qualcuno bussa alla porta e chiede il tornaconto, e quello è quello che succede.

Caso estremo? No, è un caso che bisogna considerare, allora non è che questo mese qua sarete per forza in vacanza e non state adoperando e quindi lo saltate. Non lo potete sapere, se lo sapeste, fareste l’opposto e guadagnereste tutto questo. Il problema è proprio che non c’è quella linearità nell’andamento di qualsiasi strategia, ce ne sono alcune che sono lineari per tanto tempo fino al momento in cui non lo sono più, ma quando quelle non lo sono più, fanno tanto male.

Poi ci sono quelle che invece fanno così, io sono arrivato da qui a lì però come ci sono andato? In questi momenti qua come mi sentivo? Insomma, sono tutti problemi che ci sono, bisogna essere coscienti, bisogna essere pronti ad affrontarli, però se uno parte con l’idea della rendita mensile non può passare attraverso questo andamento e non può rischiare questo.

So di dare una delusione a molti dicendo questo, so che molti colleghi trader, in questo momento, stanno magari ridendo di me perché pensano che io sia una donnicciola spaventata in realtà questi casi… questo lo conosco perché ne ho visti tanti, di questi ne ho visti alcuni ma so che sono alquanto dolorosi e non vorrei mai trovare qualcuno che mi viene a dire “tu mi hai promesso questo e poi è successo questo”. Io ti metto in guardia, questo può succedere, quello succede. In ogni caso, uno e l’altro, questo non c’è. Ci sarebbe se poi qui c’è un altro capitombolo ed è quello che noi vogliamo evitare.

Per cui, ragazzi, il trading deve essere una passione, un hobby forse, può essere un lavoro, ma bisogna essere coscienti che non è il lavoro dalle 9 alle 5, per fare quello fate i lavoratori dipendenti. Adesso voi direte che non c’è lavoro, sì ma questo vuol dire rigirare il problema dall’altra parte, il problema è che il trading non è la soluzione allo stipendio sicuro, ecco, e chi vi fa credere questo è in malafede a mio avviso.

Per cui il trading è affascinante, è bello, può essere profittevole, può essere fonte di soddisfazione, però non sarà mai fonte di una piena tranquillità economica, tantomeno quella del classico impiegato che porta a casa lo stipendio ogni fine del mese. Ragazzi, c’è da rimboccarsi le maniche, c’è da studiare, si può guadagnare ma non si può immaginarsi la rendita costante mensile perché, in effetti, è difficilissimo che ci possa essere per un tempo sufficientemente lungo a garantirci la tranquillità.

Ciao ragazzi, alla prossima.


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Segnali di Trading

Ciao da Andrea Unger, segnali di trading.

È una domanda che viene spesso posta, ci sono argomenti a favore, a contro. Voi sapete che la maggior parte del materiale che metto a disposizione serve per imparare a costruire le proprie strategie, quindi serve affinché voi siate in grado di essere autonomi nello sviluppo di sistemi che più si avvicina a quello che è il vostro modo di vivere i mercati e secondo me è il percorso giusto da fare.

Qualcuno mi chiede segnali e qualcuno parla di segnali, un servizio segnali è opportuno quando? Beh diciamo che innanzitutto bisogna valutare chi offre il servizio segnali, quindi se è una persona di cui ci si può fidare, se si ha la prova che quella persona è perlomeno seria perché ricordatevi che il servizio segnali non dà mai la certezza di profitto perché potrebbero anche andare male no? Quindi sapendo che dietro c’è una persona seria, perlomeno si sa che non si viene imbrogliati brutalmente dal primo imbonitore di turno.

In secondo luogo andrebbe valutato il tipo di servizio perché se io prendo per buono il servizio segnali che manda segnali di ingresso in qualche momento della giornata indicandomi magari quando il sistema è già entrato e ci sono entrato a 10,42, devo correre, devono essere segnali fruibili, replicabili. Quindi se io sono sul tornio a lavorare tutto il giorno in fabbrica, non posso obiettivamente interrompermi, piazzare l’ordine, fare… Non è plausibile come cosa, per cui il tipo di servizio va studiato attentamente, come vengono elargiti questi segnali, che tipo di frequenza, in che orari vanno, che tipo di mercati coprono eccetera, per sapere se io ho effettivamente la possibilità di sfruttarli.

Poi se nel servizio segnali viene proposto una equity line di questo genere qualche dubbio mi viene, perché insomma, io so come va il trading, su una equity di questo genere mi viene il dubbio che me la vogliano proprio vendere e quindi mi vogliano raccontare qualcosa che poi di fatto non è tale quando viene messo all’opera. Se fosse così sarei contentissimo però attenzione a chi vi promette cose del genere. Anche un’altra cosa da osservare sempre, nelle statistiche guardate l’average trade, quant’è il valore dell’operazione media, quanti dollari, euro, è? E da qui capite, o pip a seconda dei casi, da qui capite se è sostenibile o meno, o se alla minima variazione di condizioni rispetto a quelle che sono quelle ottimali, già questo average trade magari viene vanificato.

Ipotizziamo venga offerto un servizio di segnali sul Bund, con un average trade di 12 euro, ragazzi, un tic di Bund sono 10 euro, capite già che quei 12 vanno presto via. Ipotizziamo che il fornitore abbia incluso le commissioni e lo abbia specificato, ma supponiamo anche che non le abbia incluse, a quel punto già con le commissioni, che pagherete al broker, quei 12 euro verranno ulteriormente abbassati no?

Quindi bisogna valutare tutte queste cose e poi ecco, ma perché non ve le sviluppate voi le strategie? Sarebbe la domanda che porrei io, mi rendo conto che non tutti possono, o non hanno voglia e vogliono semplicemente usare la proprietà intellettuale di altri e sanno che Pinco Pallino ha sviluppato dei buoni sistemi e quindi cercano di trarne vantaggio come se io andassi a investire in un fondo, giustamente sfrutto quelle che sono le competenze del fondo. Loro vogliono farlo con i segnali mantenendo magari l’adrenalina di piazzare l’ordine, o semplicemente perché si sentono più a loro agio a piazzare gli ordini loro e via dicendo insomma, o temono di non avere le capacità, questo è relativo, o il tempo, non tutti hanno il tempo da dedicare perché imparare a sviluppare una strategia in una certa maniera non è una cosa che si fa dal mattino alla sera, ci vuole tempo e dedizione, studio e tutte queste cose, quindi se uno è consapevole di non aver tempo perché ha tantissimi impegni personali giustificabilissimi, è ovvio che non può imbarcarsi in un cammino oneroso in termini economici e anche di tempo, e quindi magari sfrutta una scorciatoia, tra virgolette, sfruttando il lavoro fatto da altri, messo a sua disposizione, con i rischi che certo non capirà mai esattamente quello che succede perché lui non sa la strategia esattamente che regole ha, sa più o meno come si comporta, ma non sa esattamente quello che fa.

L’altro piccolo vantaggio del servizio segnali rispetto magari ad acquistare una black box, ecco, l’expert advisor di turno, è che comunque ci si aspetta se la persona dietro alla vendita dei segnali è considerata seria, che le strategie vengano monitorate e controllate, eventualmente aggiustate se qualcosa non andasse. Se voi invece comprate il black box, quella scatolina avete, quello mettete in macchina e quello fa, non è che venga aggiornato. Magari viene mandato l’aggiornamento ma è ben più difficile e meno flessibile che nell’altro caso. Per cui io consiglio sempre studiate e sviluppate i vostri approcci perché saranno quelli proprio fatti su misura per voi però se voleste davvero seguire un servizio segnali fatelo valutando attentamente chi e come e cosa vi viene fornito. Ciao ragazzi, alla prossima.


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Come mai durante lo sviluppo di una strategia mi concentro in maniera particolare sull’analisi della variazione dell’Average Trade?

Mi è arrivata da più parti una domanda parecchio interessante che vorrei condividere con te:
Come mai durante lo sviluppo di una strategia ti concentri in maniera particolare sull’analisi della variazione dell’Average Trade?
Le mie analisi si concentrano su quattro indicatori principali di performance. Il Net profit, l’Average trade, il Maximum Drawdown e il Periodical Analysis.
Durante ciascun passaggio dello sviluppo, l’Average Trade è sempre il primo parametro che osservo per capire se sto andando nella giusta direzione. Per chi non lo sapesse, l’Average Trade è semplicemente il totale dei profitti accumulati diviso il numero totale dei trade effettuati.
L’obiettivo che cerco di raggiungere, per quanto riguarda questo indicatore di performance, è la sua capienza. Con capienza intendo il valore minimo necessario per poter utilizzare la strategia LIVE, avendo un cuscinetto sufficientemente soffice che possa attutire l’effetto di eventuali decadimenti di performance o situazioni avverse.
Questo valore minimo necessario sarà diverso a seconda del mercato oggetto di studio, dal tipo di strategia e dal tick minimo.
Mi spiego meglio.
Lavorare con un contratto su un mercato “piccolo” come il Corn richiede una minor esposizione di capitale di quella che dovremmo sopportare su un mercato molto più grande come il DAX. Questa diversa esposizione di capitale si riflette anche sul valore minimo di Average Trade richiesto.
Allo stesso modo utilizzare una strategia intraday che chiude le posizioni a fine giornata, non richiede lo stesso Average Trade di una strategia overnight che mantiene le posizioni aperte per più giorni.
Il Tick minimo, inoltre, è un aspetto che spesso non viene molto preso in considerazione, ma prova a pensare al diverso impatto che ha un tick di slippage di 10€ sull’Eurostoxx50 piuttosto che uno di 12.50€ sul Dax che è un mercato 4-5 volte più grande del primo.
L’Average Trade dev’essere quindi sempre relazionato al rischio assunto.
Questo è dato dal capitale gestito grazie all’acquisto di quel particolare contratto (non solo il margine), dal tempo che rimaniamo a mercato, e dallo slippage.
A presto,
Andrea

La scommessa delle opzioni binarie

Ciao, ciao da Andrea Unger, vogliamo affrontare un argomento che solleva polemiche spesso e volentieri ed è le opzioni binarie.

Io ho affermato in più occasioni che non considero le opzioni binarie come trading ma più come scommesse pure e semplici, robe da casinò. Quindi non dico non fate le opzioni binarie, ve le sconsiglio, ma ve le sconsiglio perché si avvicinano a mio avviso troppo al gioco d’azzardo e non hanno più nulla a che vedere con il trading, per cui non mi venite a dire faccio trading sulle opzioni binarie, no! voi scommettete con le opzioni binarie; questo è positivo o negativo sta a voi stabilirlo non sono io che posso far da giudice alle vostre azioni, dico solo che non è trading e non voglio che sia confuso con il trading solo perché qualcuno vi dice che da trader voi avete più opportunità di indovinare le direzioni del mercato e via dicendo.

Il punto è un altro, prima di tutto, con le opzioni binarie io scommetto 1, ok? e se guadagno, se vinco, prendo 0,85 o magari 0,9? Ci sono anche quelli che danno di più, comunque di fatto prenderei 1,85 se prendo l’1 che ho scommesso più 0,85, però già da qui capisco che se io perdo la mia scommessa, perdo 1, se guadagno ho 0,85 in più, per cui comunque vadano le cose, se io faccio una scommessa vincente ed una perdente già sto in svantaggio. Quindi matematicamente se consideriamo una opportunità di vincita 50 e 50 tipo la roulette rosso e nero, io sono in svantaggio matematico, perché quando guadagno, guadagno meno di quello che perdo e nessuno verrà mai ad offrirvi un payout maggiore, perché maggiore di 1. 0,85 è un esempio così vago, ce ne sono diversi ormai nell’industria.

Quindi è già svantaggioso e chi promuove le opzioni binarie a torto o a ragione dice: si ma un momento però tu non hai il 50% di possibilità di indovinarla perché tu sei un bravo trader, sei avvezzo ai mercati e ci sono situazioni che tu ben sai, hai delle percentuali a favore ben maggiori di indovinare per esempio attorno alle bande di Bollinger o sui supporti e resistenze, o qualsiasi cosa possa andarvi bene. Tutto questo non dico che sia sbagliato, va benissimo, può essere benissimo che voi possiate indovinare l’80% delle volte, e quindi chiaramente tutto questo diventa vantaggioso.

Il problema reale è che si sta parlando di scommesse, allora oggi come oggi, potete verificarlo, non ci sono opzioni binarie soltanto che vi fanno scommettere su quello che sarà la posizione di un certo indice fra un mese, o fra una settimana, ma ci sono quelli che hanno anche delle distanze temporali bassissime no? Prossimo minuto, cose incredibili, tutto questo a mio avviso, opinione personalissima ma alcuni tristi episodi che si leggono sulle notizie confermano questo, tutto questo può portare ad un utilizzo compulsivo delle opzioni binarie proprio ad un vero e proprio gioco d’azzardo compulsivo in cui il fatto di poter fare tante scommesse in un breve lasso di tempo, la voglia di rifarsi se va male, tutte queste cose qui, portano proprio ad una dipendenza patologica dalle opzioni binarie.

Quindi il problema potrebbe essere che chi non ha un carattere sufficientemente forte per prenderlo come un gioco, scommessa fine a se stessa poi è finita lì ho perso pazienza, si trova invischiato in qualcosa più di grande di lui e va alla deriva con questo. Questo non lo auguro a nessuno chiaramente anzi mi auguro che tutti abbiano il maggior successo possibile però, voglio segnalarvi che se anche nel trading ci sono dei pericoli in questo senso ma non non allo stesso livello perché i tempi operativi sono molto più allungati anche nello scalping stesso è diverso insomma, non c’è questa voglia di rivalsa scommessa dopo scommessa con l’aggravante del pensare di aver più possibilità della maggiore, quindi la rabbia della sconfitta quando c’è perché sembra quasi più ingiustificata aspettandosi un risultato positivo. Per cui sappiate che le opzioni binarie sono svantaggiose matematicamente se ragioniamo nel classico testa o croce, se voi pensate di avere una percentuale di indovinare la direzione maggiore di quello che è necessario per far diventare questo profittevole benissimo! Però attenzione, attenzione a non farvi prendere la mano, perché  noi stiamo parlando di scommesse vere e proprie che non hanno nulla a che vedere con il trading.

Non vengo qua a dirvi che il trading è un lavoro serio, perché alla fine qualcuno potrebbe obiettare anche su questo, però qui siamo veramente nel campo delle scommesse. Quindi chi vuole fare opzioni binarie come scommessa benissimo, non sarò certo io ad impedirvelo, però vi dico soltanto di stare attenti.

Non sono trading! Ciao ragazzi ci vediamo per altri contenuti.


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Il Puzzle Ricomposto

E rieccoci ragazzi! Nel secondo articolo eravamo arrivati al punto in cui troppo era…troppo (puoi leggere il primo articolo della serie qui)!!

Guarda qui il video training Gratuito

Dopo aver identificato la necessità di diversificare il mio portafoglio, crebbe molto in numero di strategie e, a un certo punto, non era più possibile tenerlo sotto controllo in maniera efficiente! C’erano semplicemente troppe cose da analizzare e considerare: cosa funzionava e cosa no era nascosto nel mostro che avevo creato…

Capii che dovevo razionalizzare l’approccio a partire da un modo per decidere quali strategie avrebbero dovuto lavorare e quali no e poi come dimensionarne la posizione in maniera appropriata.

Avendo a che fare con un portafoglio di strategie, mi concentrai sull’aspetto di ciascuna equity, semplicemente considerando la performance più recente. Dopo aver deciso ogni quanto analizzare lo stato dell’arte, alimentai il mio Sistema con i dati giornalieri di perdita o guadagno dei singoli sistemi e, al momento opportuno deciso in precedenza, mi misi ad analizzare i dati. Faccio queste analisi mensilmente, si potrebbero fare anche settimanalmente ma non credo che questo porterebbe a particolari benefici aggiuntivi.

Durante l’analisi controllo una performance a lungo termine (inteso come un periodo di 12-18 mesi) ed una a più breve termine (3-6 mesi), entrambi devono essere positive e quella a breve termine, in proporzione, deve essere migliore dell’altra, in sostanza sono alla ricerca di strategie che mostrano un momentum di performance nell’ultimo periodo: profitti in crescita.

Tutte le strategie che passano questi criteri saranno messe all’opera nel mese successivo all’analisi, quelle che invece falliscono tale esame verranno tenute in incubazione.

Per dimensionare la posizione di ciascuna strategia faccio di nuovo riferimento ai dati di profit/loss giornaliero e, in particolare, valuto per ciascuna il peggior risultato giornaliero storico. Questo parametro verrà usato per stabilire il numero di contratti assieme alla percentuale che sono disposto a rischiare del mio capitale.

I numeri ottenuti possono venire aggiustati ulteriormente (ridotti) prendendo in considerazione il Massimo drawdown di ciascuna strategia ed eventuali correlazioni tra i sistemi.

I passaggi matematici descritti non sono complicati concettualmente ma richiedono tempo e, una volta applicati all’intero portafoglio comportano uno sforzo di calcolo enorme, con mezzi standard a nostra disposizione tutto il processo dura facilmente diverse ore prima di produrre alcuni risultati.

Dobbiamo anche considerare che il nostro basket di strategie va sottoposto a backtest per identificare il set di parametri più opportune da usare (rischio%, long period, short period, ecc.), per portare a termine una tale impresa titanica si decise di sviluppare un software dedicato: TITAN!

TITAN riceve come input i profitti e le perdite giornaliere di tutte le strategie e tutti i settaggi desiderati, come output otterremo la lista delle strategie da mettere live nel prossimo periodo e, per ciascuna di esse, il relativo numero di contratti da usare, tutto veramente semplice! Ma veramente efficace!

Un portafoglio è importante a livello di contenuto (buone strategie) e manutenzione (tutte le operazioni descritte qui sopra), questo è dove io mi trovo oggi, ora è il tuo turno!

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Il Motore Ingolfato

Durante il primo post legato al training sulla gestione di portafoglio abbiamo passato in rassegna l’approccio al trading sistematico e come questo mi sia risultato semplice quando incontrai chi riuscì ad aprirmi gli occhi sull’argomento: nessun mix complicato di indicatori, ma semplici blocchi di regole con ordini inviati a mercato solo in alcuni momenti della giornata.

Guarda qui il video training Gratuito

Ho vinto il mio primo campionato nel 2005 con una strategia su EuroFX costituita da 4 blocchi di regole, strategia che ho poi unito ad una trend following intraday sul Dax, una trend following intraday sul FIB ed a una controtrend sul miniSP5oo per affrontare il campionato del mondo nel 2008.

Una grande annata, vincendo con 672%, mi ha dato la spinta per continuare anche nel 2009 a gareggiare usando lo stesso mix di strategie. Credevo nella diversificazione e pensavo di averlo fatto a dovere.

Dopo una buona partenza mi sono ritrovato a breakeven attorno a giugno, metà anno era andato ed ero tornato a 0%! Eppure gli atri trader mostravano performance decisamente migliori nella classifica del campionato, cosa era successo?

Ho analizzato la situazione ed ho presto realizzato che, ciò che io credevo fosse diversificazione, lo era in realtà in minima parte. I Future su Dax e FIB sono molto correlati e anche i sistemi che usavo su tali strumenti erano costruiti basandosi su modelli estremamente simili, in pratica non operavo realmente su due mercati ma era come se, nella maggioranza dei casi, raddoppiassi la mia esposizione sui future sugli indici. Tutto era andato bene nel 2008 quando i gain sembravano arrivare da ogni parte; ma nel 2009, all’affacciarsi di alcune perdite, le due strategie, quasi sempre, perdevano assieme!

Bene, potrete obiettare che avevo all’opera anche una strategia controtrend su un altro index future molto importante: il miniSP500. Guardando però più nel dettaglio le cose mi sono reso conto che questo in realtà non aiutava molto.

Le due strategie trend following erano basate su filtri alla ricerca di contrazioni di volatilità nei giorni precedenti, condizione questa che migliora notevolmente l’efficacia degli ingressi a breakout. La strategia sul MiniSP, cercando ingressi contro trend, si basava su condizioni esattamente all’opposto! L’unico reale filtro nella strategia era in effetti un requisito tale da mostrare una notevole espansione nel range del giorno precedente. E’ ovvio comprendere che se il miniSP500 ha avuto una giornata con un forte movimento, sarà ben difficile che Dax o FIB abbiano avuto una contrazione di volatilità. Per questo motivo i trade in controtrend venivano eseguiti, il più delle volte, in giornate diverse da quelli delle strategie trend following, e viceversa. Non è esattamente il miglior modo per diversificare…

In aggiunta a tutto questo la strategia su EuroFX nel 2009 aveva cominciato ad entrare in sofferenza producendo perdite invece dei desiderati guadagni.

Il problema principale non era solo legato ai mercati ma anche al modo in cui limitavo lo sviluppo di strategie, pur trattandosi di un approccio di grande efficacia, non riusciva a coprire tutte le condizioni di mercato e il 2009, che veniva dopo le tempeste del 2008, era un mercato molto difficile da affrontare.

Capii che dovevo esplorare nuovi modelli di sviluppo ed ovviamente nuovi mercati. Nel 2009 reagii immediatamente aggiungendo una strategia sul DAX che andava in controtrend nelle prime ore della giornata (se gli ingressi a breakout cominciavano ad essere buoni dopo le 11 perché non tentare ingressi contro il trend prima di tale orario?), scoprii anche che il DAX presentava caratteristiche meanrevering tra le 15 e le 16 (ora centrale europea) e sfruttai tale comportamento con una strategia di quasi scalping all’interno di tale finestra oraria.

Queste azioni mi aiutarono a conseguire la vittoria finale con 115% e cominciai anche a diversificare molto sul mio conto principale al di fuori del campionato. Aggiungevo strategie ed esploravo nuovi mercati. Tutto questo è veramente molto importante e nel corso Trading System Supremacy passo volutamente in rassegna diversi motori di sviluppo spaziando su più mercati proprio per inculcare l’importanza di una tale varietà nella mente degli studenti.

Le cose miglioravano di giorno in giorno. Sempre più strategie popolavano il mio portafoglio (no, non è necessario un capitale importante per tale diversificazione, ci sono strumenti come il Forex, i CFD e i minifuture che permettono di diversificare bene anche dedicando un capitale limitato al trading), poi, nel 2011, arrivò un Drawdown, nulla di inatteso, non certo piacevole ma normale. Ma non era il drawdown il problema, avevo diversificato a tal punto… da non riuscire più ad analizzare quali strategie andassero bene e quali no!

Un nuovo problema ed una nuova opportunità, lo scoprirete nel prossimo post!

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L’Unione Fa La Forza

Oggi narrerò il mio percorso e sarà infarcito di tanti particolari che ti saranno utilissimi, se non indispensabili, per la costruzione del tuo percorso personale come trader.

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Oggi faccio trading con più di 80 strategie attive ma quali sono stati i passi che mi hanno portato fin qui?

La mia è una storia di successo anche se il traguardo più importante è l’essere ancora sul mercato, dopo aver visto di tutto, purtroppo anche storie tristi di persone che si sono rovinate.

Tutto ha avuto inizio nel 2001 e la partenza era stata operando sui Covered Warrant, di fatto un videogioco e qualcuno forse ricorderà la mia prima esperienza “didattica” con “le lezioni di Smodato”, una guida in 20 capitoli dedicata all’operatività su quegli strumenti.

Da laureato in ingegneria , conscio che le cose sarebbero cambiate, mi sono affacciato al mondo del trading sistematico e il primo approccio è stato una delusione cocente. Per quanto mi sforzassi di seguire le regole apprese su internet (mischiare indicatori su indicatori) non trovavo niente di niente che funzionasse.

E’ stato un amico, un trader eccezionale, Domenico Foti, che mi ha indirizzato verso uno sviluppo concreto ed è stato effettivamente più semplice del previsto: ogni strategia prevedeva una costruzione a blocchi di regole. Solitamente si lasciava che il mercato si muovesse per qualche tempo. Poi, all’interno di una finestra temporale variabile a seconda delle regole, si inserivano gli ordini a rottura di livelli importanti (di solito il massimo o minimo di giornata fino a quel momento), stop loss o chiusara a fine giornata, ecco tutto. Le regole erano basate su concetti logici, perlopiù compressioni o esplosioni di volatilità, come per esempio porre un limite all’escursione degli ultimi 5 giorni.

La conferma di essere sulla strada giusta l’ho avuta nel 2004 partecipando ad un corso di Larry Williams, operatività diversa ma stesso approccio a regole.

Nel 2005 la prima prova agonistica, il toptraderdiborsa, campionato a quei tempi europeo, a 3 mesi, con una vittoria col 61%. Avevo utilizzato una strategia su EuroFX con quattro diverse regole a blocchi, e posizioni tenute overnight.

Non contento di quel traguardo mi sono spinto oltre partecipando al campionato del mondo nel 2008. Con il traguardo più ambizioso e la consapevolezza che una sola strategia non sarebbe stata sufficiente, ho deciso, dopo una parentesi discrezionale, di affidarmi a 4 diversi sistemi, quello sull’EuroFX già citato, un trend following intraday sul Dax, un trend following intraday sul FIB ed una strategia controtrend su miniSP500, scelta per avere una diversificazione reputata valida. Il controtrend l’ho applicato al mercato con la maggior caratteristica meanreverting ovvero il miniSP500.

Grande annata con grande risultato finale: 672%, e la decisione di procedere oltre per raggiungere un obiettivo che nessuno era mai riuscito a perseguire: 3 vittorie di fila.

La decisione più ovvia era di continuare con il mix di strategie scelto, tutto bene anche nel 2009 quindi? Non esattamente…

Per ricapitolare, all’aumentare delle ambizioni deve associarsi anche un aumento di diversificazione, per cogliere più opportunità e potersi bilanciare meglio, quindi non una sola strategia (anche se ottima) ma un mix che cerchi di diversificare l’operatività.

Questo è vero per un campionato della durata di un anno ma ancora di più se si vuole fare del trading la propria professione. E’ stato il mio primo passo seguito da un grande successo ma poi qualcosa è andato storto, cosa?…

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A prestissimo,

Andrea

Come Gestire al meglio il tuo Portafoglio di Trading System

Alcuni giorni fa ho chiesto aiuto – avevo qualche domanda finendo il nostro nuovo corso di formazione per la gestione del portafoglio.

La risposta è stata travolgente: abbiamo avuto CENTINAIA di risposte al nostro questionario e ci hanno aiutato a raffinare il nostro prodotto in modo che copra esattamente ciò che i nostri lettori devono sapere sulla gestione di portafogli di strategie di trading.

La lettura delle vostre risposte al questionario mi ha però lasciato un senso di incompletezza e anche un po’ di rabbia, non nei vostri confronti ovviamente ma di quella parte dell’industria del trading che veicola informazioni fuorvianti e, spesso, decisamente sbagliate, e quel che è sbagliato in questo mestiere è anche pericoloso!

Così ho deciso di reagire mettendo in chiaro alcuni concetti base spesso travisati. A tale scopo, ho creato un report su alcuni punti basilari per la gestione di portafoglio, punti che credo siano di fondamentale importanza per voi tutti.

Eccoli:


I 21 segreti per gestire al meglio il tuo Portafoglio di Trading System

  1. Come devo considerare l’insieme dei DD (Drawdown) dei singoli TS (Trading System) in relazione al DD di portafoglio? Se ho 10 TS con l’1% di DD massimo per ciascuno, è giusto pensare di avere un DD massimo atteso di portafoglio del 10%?

Il peggior caso possibile rappresenta chiaramente la somma aritmetica di tutti i Drawdown ma un evento del genere, pur non potendo dire che è impossibile, è talmente improbabile da non poter realmente venire considerato.

Tutto dipende da quando accadono i singoli Drawdown e, se il mix di strategie è costruito proprio cercando di evitare casi di ripetute crisi contemporanee, ci potrà ottenere una cooperazione che manterrà i livelli di perdita lontani dal Worst Case Scenario assoluto.

  1. Quale configurazione di TS adottare in caso di mercati poco volatili?

I TS nascono per affrontare i mercati in tutte le condizioni, non esistono settaggi appropriati per le fasi di bassa volatilità perché, se anche fosse possibile, il problema si sposterebbe poi ad identificare tali fasi. In generale è bene avere un portafoglio con la massima diversificazione possibile così da unire strategie naturalmente inclini a ben fronteggiare i mercati calmi con altre per momenti più turbolenti, chiaramente ciascun modello, se ben costruito, resisterà durante le fasi a lui non consone e non porterà perdite esagerate.

  1. Per gestire correttamente un portafoglio di TS servono competenze di programmazione?

Dire che si possa gestire tutto senza sapere accendere un computer sarebbe azzardato ma esistono strumenti tali da essere semplicemente utilizzati senza dover conoscere il modo in cui sono programmati né dover scrivere ulteriori codici, è quindi possibile gestire un portafoglio senza competenze specifiche che però non guasterebbero se fossero acquisite.

  1. Quali piattaforme/strumenti occorrono per analizzare e gestire un portafoglio di TS?

Si può partire da un foglio Excel fino a spingersi sui vari software, Amibroker offre lo strumento forse migliore anche se di non facile apprendimento, Multicharts ha anche un tool per unire strategie che, pur avendo alcuni limiti, offre discrete possibilità di pianificazione. Unger Academy utilizza invece un software di proprietà che, alimentato con i risultati giornalieri delle singole strategie, permette un’analisi approfondita di quale possa essere il mix migliore per affrontare i mercati.

  1. Se sono un trader discrezionale posso comunque applicare le teorie sulla gestione di portafoglio?

Le teorie sono valide per ogni approccio ma, metterle in pratica senza dei dati oggettivi, diventa molto più difficile, aggiungiamo poi la considerazione che operare discrezionalmente limita in qualche modo la possibilità di diversificare per le limitate capacità umane di seguire molti mercati contemporaneamente, in questa maniera si perdono i presupposti per una costruzione efficiente di un portafoglio.

  1. Esistono dei metodi meccanici per staccare una strategia che non sta più funzionando come dovrebbe?

Esistono parecchie regole e nessuna regola, il buon senso è ciò che deve prevalere partendo dalla considerazione che si deve utilizzare UNA regola. Per fare un esempio estraneo al trading potremmo dire che una regola da seguire potrebbe essere di fare una settimana di dieta nel caso l’ago della bilancia indichi la crescita di 1 kg, ciò rappresenta un mix di buon senso con una regola più o meno matematica, non vi sono fondamenti scientifici dietro a tale scelta ma averla impostata può aiutare a mantenere il peso ideale. Nel trading funziona allo stesso modo, pur non essendoci LA regola per decidere quando un sistema si è rotto (o funziona peggio del solito auspicando una pausa operativa) è buona norma stabilire dei paletti numerici per non dover lasciare le decisioni allo stato d’animo del momento. In generale comunque le regole che si possono costruire si basano sull’allontanamento dalle medie di indicatori di performance del sistema.

  1. Esiste un numero minimo di TS da detenere in portafoglio? E uno massimo?

Il minimo si potrebbe porre uguale a 2…

Non esistono massimi se non limitati dal capitale a disposizione.

  1. Diversificando al massimo, è possibile raggiungere una situazione nella quale un portafoglio non chiuda mai una settimana in negativo?

Purtroppo ciò è molto difficile e non deve diventare un obiettivo pena una perdita di motivazione dovuta a frustrazione. Nel trading è importante avere una visione di medio-lungo periodo e ragionare su un orizzonte troppo vicino (settimanale) diventa un modo troppo aleatorio di procedere. L’unica regola valida è di non perdere mai troppo in maniera da poter sempre restare in corsa!

  1. È possibile un approccio attraverso il quale andare ad attivare o disattivare i sistemi in base all’andamento dell’equity line?

Questo è sicuramente possibile ed è uno dei metodi più usati nell’industria.

  1. Si possono usare diversi sistemi che lavorino su logiche diverse su un unico strumento?

Assolutamente si ed è anzi opportuno farlo, come unico accorgimento si dovrà stare attenti a come lavora il software al quale ci si affida per la gestione degli ordini. L’obiettivo è il non generare confusione tra il numero netto di contratti a mercato e i contratti di ogni singola strategia, possono presentarsi infatti casi in cui una strategia sia long ed un’altra short portando a non detenere alcuna posizione lato broker ma 2 posizioni “teoriche” in essere lato macchina.

  1. È meglio avere un unico TS che lavora su diversi strumenti o diversi TS che lavorano su un unico strumento…

… scarica qui gli ultimi 11 segreti